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    La Svizzera sul banco degli imputati

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    Il mondo è inquinato, ci si impegna poco (se non a parole) a fare in modo che i cambiamenti climatici rallentino e alla fine cosa succede? Che uno degli Stati più piccoli del globo, la Svizzera, sia il primo Paese ad essere condannato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Si tratta di una “prima assoluta”, che francamente mi lascia davvero perplesso, visto che contemporaneamente altre sentenze hanno assolto altri Stati portati alla sbarra (Portogallo, Italia, Francia).

     

    Possibile che sia proprio la Svizzera la causa dei tutti i mali? Secondo la corte, che ha raccolto 16 voti di condanna e uno contrario la risposta è affermativa. O più probabilmente se si è arrivati a questa conclusione è merito delle “nonne svizzere” che sono riuscite a realizzare un dossier completo e inappuntabile. Strasburgo, infatti, ha accolto le ragioni dell’associazione elvetica Senior Women for Climate Protection Switzerland (Anziane per il clima Svizzera), supportate da Greenpeace Svizzera, che chiedevano alla Corte di obbligare la Svizzera a intervenire a tutela dei loro diritti umani, e di adottare i provvedimenti legislativi e amministrativi necessari per contribuire a scongiurare un aumento della temperatura media globale di oltre 1,5°C, applicando obiettivi concreti di riduzione delle emissioni di gas serra, violando i alcuni dei loro diritti umani.

    Sebbene la confederazione elvetica non possa essere considerata la diretta responsabile dell’innalzamento delle temperature, paga la sua inerzia nel programmare azioni incisive, per la disattenzione nel rispettare i vari reclami mossi nei suoi confronti e per non aver raggiunto gli obiettivi minimi prefissati. Insomma gli altri inquinano e i poveri svizzeri, che vivono la loro vita salutistica tra montagne e foreste pagano. Cosa succederà? Non penso ci siano sanzioni da pagare, ma di certo la sentenza obbligherà la Svizzera a destarsi dal suo torpore e mettersi al lavoro, per correre ai ripari e rispettare le indicazioni ricevuto. Di certo, questa sentenza è in assoluto un precedente importante, che farà diritto nei processi a divenire e rappresenterà un monito per tutti quanti.

    Redazione Corriere
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