La socioassistenza va al Tar: “No a ricorso penalizzante”

Bra e i centri convenzionati si schierano con la Regione

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Il rischio è di «ripercussioni economiche e organizzative rilevanti, tali da determinare un riverbero negativo sulla regolare erogazione alla cittadinanza delle prestazioni di competenza istituzionale». Lo scrive la Giunta comunale di Bra nella delibera con cui ha deciso di rivolgersi all’avvocato contro l’iniziativa di due associazioni piemontesi del terzo settore.

 

Si tratta di socioassistenza e di un ricorso al Tar (Tribunale amministrativo) che se fosse accolto, terremoterebbe a cascata dalla Regione tutte le organizzazioni sul territorio. Come quella del Distretto sanitario ex Ussl 64 di cui la città della Zizzola è riferimento. Per questo, ha lanciato l’allarme ai vicini centri convenzionati: Cherasco, Ceresole d’Alba, La Morra, Narzole, Pocapaglia, Sanfrè, Santa Vittoria d’Alba, Sommariva del Bosco Sommariva Perno e Verduno. Sosterranno la capofila nella costituzione in giudizio. Il sindaco del Pd Gianni Fogliato accanto al governatore di Forza Italia Alberto Cirio. Per evitare l’annullamento di un’altra delibera, presa a Torino a settembre del 2023 per la riforma della normativa Isee, l’Indice della situazione economica equivalente. In pratica, la disciplina di compartecipazione dall’alto ai costi dell’assistenza sostenute dai Municipi. Per gli avversari del ricorso, peggiorerebbe la situazione di chi già versa nel disagio, in particolare i disabili e gli anziani non autosufficienti. Il “mettersi assieme” nelle varie province per farsi valere di fronte al giudice, consente un riparto delle spese. Il preventivo complessivo dei legali è di 13mila euro. La quota di Bra ammonta a circa 500 euro.

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