La seconda vita del Tribunale di Alba

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Ponzio propone una sede del Tar

Come utilizzare l’edificio dell’ex Tribunale se, un giorno, venisse davvero meno anche la speranza di riportare ad Alba il servizio della Giustizia?

La domanda se la stanno ponendo in molti e in molti fanno esercizio di fantasia sul come riempire di nuovi contenuti il palazzo progettato dagli architetti Gabetti e Isola nei primi anni ‘80. Tra le proposte, avanzata dal consigliere comunale di Forza Italia Mario Canova, c’è anche quella di farne una struttura museale per tartufi, cioccolato o un altro strumento di promozione turistica.

Nel dibattito ha chiesto la parola anche l’avvocato albese Roberto Ponzio, legale rappresentante del Tavolo delle Autonomie per il Territorio e strenuo sostenitore della causa dell’ex Tribunale.

«Credo occorra riflettere – sottolinea il legale – circa la natura e la storia del palazzo. Venne costruito negli “anni di piombo” nell’ottica della massima sicurezza. Non ha aperture e una scarsissima ventilazione. Tutto è stato pensato per l’amministrazione della Giustizia e non certo per uno spazio espositivo. Invece di immaginare soluzioni irreali bisogna tenere presente che, qualora s’intervenisse per variarne la destinazione d’uso, si ammainerebbe definitivamente la bandiera della speranza di riavere la Procura e il Tribunale che ha sottratto una legge ingiusta».

Ancora secondo il legale sarebbe invece doveroso procedere nel percorso iniziato con l’attivazione dello sportello di prossimità. «Abbiamo lo spazio per il Tribunale della famiglia o per il secondo Tar del Piemonte, di cui si parla da tempo per il Sud della nostra regione. Ritengo sia doveroso perseguire queste opportunità con ogni mezzo e determinazione, mettendo da parte proposte francamente incoerenti con la struttura e i vincoli del complesso».