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La Scuola Alta Langa della pietra a secco ha partecipato al Festival Sassi

Alla sesta edizione del Festival Sassi e non solo ha partecipato anche la squadra della Scuola Alta Langa della
pietra a secco. Lo si era promesso già a fine ottobre 2019 quando a Cortemilia, in occasione della
manifestazione “Fenomeno pietra a secco”, si era dato formalmente avvio al progetto speciale dell’Unione
Montana Alta Langa “Scuola Alta Langa della pietra a secco”, coordinato sia dal punto tecnico-scientifico che
operativamente da ITLA (International Terraced Landscapes Alliance) ITALIA e in continuità con le attività
dell’Ecomuseo dei terrazzamenti e della vite di Cortemilia.
L’Unione Montana Alta Langa crede particolarmente in questo progetto-scuola, perché è consapevole
dell’importanza che riveste per il suo territorio tramandare la tecnica costruttiva in pietra a secco. – afferma
Roberto Bodrito, Presidente dell’Unione Montana – C’è bisogno di formare artigiani bravi, di far sì che questo
mestiere sia conosciuto, apprezzato e possa essere una buona opportunità di lavoro per i giovani. Dopo
l’incontro del 2019 – il cantiere dimostrativo era stato realizzato nella piazza principale di Cortemilia – c’è stato
nell’estate 2021 il primo incontro degli artigiani italiani della pietra a secco a Cortemilia e nell’ottobre 2022
abbiamo in programma di realizzare un evento dedicato.
L’appuntamento di “Sassi e non solo” è occasione annuale di incontro tra gli artigiani della pietra a secco che
si mettono alla prova in una gara di competenza su questa tecnica costruttiva: in circa 7 ore di tempo devono
costruire un muro di contenimento in pietra a secco di 2 metri di lunghezza e un metro e ottanta centimetri
circa di altezza. A dividere i vari segmenti dei muri in pietra che ogni squadra realizza, ci sono dei grandi
monoliti in pietra (come dei menhir), ogni squadra ha delle pietre messe a disposizione dall’organizzazione e
deve procedere con la giusta perizia in tutte le fasi costruttive, a partire dal basamento al coronamento del
muro, senza trascurare l’organizzazione del cantiere.
Il crescere del muro può essere ammirato dal pubblico che arriva per osservare come funziona questa tecnica
costruttiva antichissima, presente in tutto il mondo, che accomuna artigiani, abitanti, agricoltori e paesaggi.
Una tecnica costruttiva a cui più che mai oggi si riconosce una validità attuale e che per questo non solo
merita, ma è chiara la necessità di essere tramandata perché si tratta di saperi fondamentali per mantenere
e recuperare il territorio e non vanno perduti: gestione della fertilità del suolo, dell’acqua, prevenzione del
dissesto idrogeologico, storia, paesaggio, attrattività. E nella tecnica si usano solo pietre, nessun legante.
Le squadre di questa edizione – formate da due o tre artigiani professionisti – provenivano dall’Inghilterra,
dall’Irlanda, dal Trentino, dalla Puglia, dalla Liguria e dal Piemonte. E il Piemonte era appunto rappresentato
dalla Scuola dell’Alta Langa composta da Oscar Vinotto e Fabrizio Rizzolo: sono accomunati dall’essere nati
in Alta Langa, dal profondo legame con la loro terra di origine, dall’aver imparato il mestiere di artigiano della
pietra dagli anziani del paese (Fabrizio) e dal proprio padre (Oscar), che hanno insegnato loro come lavorare,
posare la pietra di Langa, trucchi e malizie utili a costruire muri di contenimento in pietra a secco, restaurare
le cascine tradizionali, rifare i tetti in pietra “in ciape”. Hanno cominciato entrambi a lavorare da ragazzi e la
pratica del fare, la passione, la precisione e la cura con cui si dedicano al loro lavoro ha fatto sì che siano stati
apprezzati e richiesti da clienti non solo locali, ma anche da stranieri che sempre di più scelgono l’Alta Langa
come nuova terra in cui abitare, affascinati dal paesaggio e dalle cascine tradizionali costruite in pietra di
Langa.

I Giudici di gara non hanno avuto vita semplice nell’individuare il vincitore pro -forma. Tra il pubblico di esperti
ogni squadra ha avuto i suoi supporter, moltissimi hanno tifato per l’Alta Langa che alla fine per pochissimi
punti di differenza, si è aggiudicata il secondo posto davanti a un pari merito di Inghilterra e Irlanda. Il loro
muro in pietra è stato arricchito dalla presenza di “Ritonella”, una scultura appositamente realizzata
dall’artista Remo Salcio che, se non ci fossero stati altri suoi impegni istituzionali, avrebbe fatto parte della
squadra.
Molto soddisfatti di questo risultato sono stati gli artigiani, che hanno portato a casa non solo un
riconoscimento importante, ma anche un bagaglio di esperienza e di contatti prezioso su cui poter continuare
a costruire. È fondamentale che l’Alta Langa, con il suo ricchissimo patrimonio costruito in pietra a secco,
faccia parte della rete della Scuola Italiana della Pietra a Secco e partecipi a iniziative di confronto tra artigiani
d’Italia e d’Europa. Non si possono perdere queste occasioni perché solo così si acquisisce consapevolezza del
proprio ruolo di artigiani specializzati, si condivide un percorso di metodo che permette di dar vita a dei
momenti formativi sul proprio territorio – dice Donatella Murtas che ha favorito la presenza dell’Alta Langa
al Festival in Trentino ed è referente del progetto. – C’è bisogno di artigiani esperti che possano dare risposta
a una crescente richiesta di recupero “a regola d’arte” del paesaggio in pietra e alla voglia di imparare.

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