LA RIFLESSIONE – L’utopia di una società civile che possa fare a meno del volontariato

Cade in questi giorni il settantesimo anniversario della firma da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della “dichiarazione universale dei diritti umani”. Tra i molti diritti citati nei trenta articoli della dichiarazione meritano a mio avviso una particolare attenzione l’articolo 23 e l’articolo 25.

L’articolo 23 recita: “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto a eguale retribuzione per eguale lavoro. Ogni individuo che lavora ha diritto a una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un’’esistenza conforme alla dignità umana e’ integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale…”.

L’articolo 25 afferma: “Ogni individuo ha il diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà…”.

Una via che si sta cercando recentemente di percorrere per cercare di garantire a tutti questi diritti disattesi è, in questi ultimi anni, quella del “welfare locale”, tema sul quale hanno disquisito ampiamente oratori di prestigio sabato 10 novembre all’auditorium della Cassa di Risparmio di Bra, durante una tavola rotonda sulla promozione del welfare locale come base della coesione sociale e dello sviluppo del territorio. Ai numerosi uditori presenti il professor Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all’Università di Bologna, ha illustrato il concetto di sussidiarietà circolare e ha spiegato che i tre protagonisti attivi di tale sussidiarietà sono la sfera degli enti pubblici, la sfera della comunità degli affari, la sfera della società civile organizzata (il volontariato). Nella interazione tra le tre sfere la terza ha la funzione di integrare l’azione delle prime due colmandone, nei limiti del possibile, almeno in parte le lacune. Quindi la società civile organizzata è chiamata ad assolvere funzioni di supplenza alla mancata o errata azione degli enti pubblici e della comunità degli affari.

Possiamo quindi considerare la sfera del volontariato un indicatore delle inefficienze delle prime due sfere e, siccome il volontariato organizzato si va sempre più estendendo, se ne può dedurre che le inefficienze degli enti pubblici e della comunità degli affari sono in continua crescita.

Oltre a ciò, purtroppo, a giorni nostri, su parecchi organi d’informazione appaiono notizie di episodi di criminale acquisizione e spartizione della ricchezza comune, compiuti da persone che dovrebbero gestire al meglio sia la cosa pubblica, sia gli affari e sia pure il volontariato. Anzi nello specifico del volontariato sembra che esso stia diventando un business, una realtà in cui i poveri donano quel poco che possono e i ricchi elargiscono grandi risorse spacciandole per loro personale donazione o peggio un luogo dove qualcuno si appropria nascostamente di risorse destinate ad altri.

Tutto ciò è disgustoso, ma noi non ci vogliamo certamente scoraggiare e intendiamo comunque impegnarci tutti perché questa sussidiarietà circolare sia una sussidiarietà limpida e funzioni al meglio per tutto il tempo che sarà utile e necessaria.

Io coltivo, però, dentro di me una segreta speranza, un sogno decisamente utopistico: sogno un domani, speriamo non troppo lontano, in cui una società civile, retta da regole chiare e certe e gestita onestamente, sia in grado di rispondere con autosufficienza e positivamente a tutti i bisogni dei cittadini e che ci sia sempre meno bisogno di volontariato filantropico.

Filippo Franciosi

Nuotare in una grande laguna affacciata sulle colline del Roero. E’ l’esperienza che offre la piscina estiva di Montà, che dallo scorso anno si è arri...
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