La Regione: l’autostrada At-Cn sarà finita per metà 2024

Attesa da 13 anni ormai, è la ripresa dei lavori per completare l’autostrada tra Cherasco e Alba

Nel corso del Consiglio regionale odierno Maurizio Marello, ex sindaco di Alba ora consigliere del gruppo Pd, ha proposto un’interrogazione a risposta immediata riguardo al cronoprogramma dei lavori utili alla conclusione dell’autostrada A33 Asti-Cuneo. In particolare il consigliere ha interrogato l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi per conoscere le tempistiche dei lavori di costruzione dell’intero lotto II.6 (Alba Cantina Roddi – Cherasco).

«Nelle ultime settimane ha avuto una forte risonanza mediatica la notizia della firma del ministro dell’Economia Gualtieri dei cosiddetti “atti aggiuntivi”, adempimento burocratico per l’attivazione del cantiere del Lotto II.6 Alba-Cherasco dell’Autostrada A33 Asti/Cuneo» – ha spiegato Marello in avvio di discussione. «Come è noto gli ultimi accordi tra il Governo e la società concessionaria prevedono la divisione del suddetto lotto mancante (circa nove Km) in due sub lotti a) e b). Il primo tra Alba e Verduno (circa 5 Km compreso il casello all’altezza del nuovo ospedale)) può partire ed in base alle dichiarazioni lette sui media necessiterebbe di 2 anni e mezzo di lavori. Per il secondo sub lotto (poco più di 4 Km) invece è prevista la modifica del progetto già assentito, con la sostituzione del percorso in galleria a doppia canna sotto la collina di Verduno, con un percorso a cielo aperto che prevede la costruzione di viadotti. Per tale ultima soluzione tecnica, da quanto si sa, ad oggi ci sarebbe soltanto un progetto preliminare e quindi occorre redigere i progetti definitivo ed esecutivo ed avviare tutte le necessarie procedure anche per la valutazione dell’impatto ambientale. Tale iter, esperienza insegna, non è né breve e né semplice», ha ricordato.

A proposito delle tempistiche perciò ha aggiunto: «Nei giorni scorsi il presidente Cirio ha dichiarato alla stampa che l’opera potrebbe essere ultimata entro la fine del suo mandato (maggio 2024), mentre nei mesi scorsi, in particolare nell’ambito della conferenza stampa tenutasi al castello di Grinzane Cavour, mi pare, ed ero presente, che i vertici della concessionaria avessero parlato di tempi decisamente più lunghi. Peraltro, il presidente già nel luglio 2019 aveva avuto modo di dichiarare pubblicamente a Canale, intervenendo al “Premio giornalistico del Roero”, che i cantieri sarebbero partiti entro l’estate (ovviamente del 2019), cosa che poi non è avvenuta».

Oggettivamente sussistono ancora tutta una serie di variabili temporali da considerare, quali la data di effettivo inizio dei lavori, i tempi di progettazione del secondo sub lotto e quelli per arrivare alla sua effettiva cantierabilità, la concreta fattibilità del passaggio in superficie, i tempi per il significativo “restyling” della tangenziale di Alba (Sp 3 bis), oggi superstrada, che dovrà essere adeguata alle caratteristiche autostradali.

«Lo sblocco della situazione, dopo anni di stallo, verificatosi in particolare grazie al lavoro degli ultimi Governi (Gentiloni, Conte 1 e Conte 2)  rispettivamente con i ministri delle Infrastrutture Delrio, Toninelli e De Micheli, costituisce una novità importante per un’opera incompiuta da troppo tempo – ha concluso l’esponente dem –. Tuttavia, la cittadinanza, anche in ragione della lunghissima attesa, delle tante promesse e dei reiterati annunci della politica rimasti lettera morta, ha diritto non solo di sapere “se” e “come” si finirà l’autostrada, ma anche “quando” sarà ultimata e percorribile con un ragionevole certezza».

All’interrogazione l’assessore Gabusi ha risposto con queste parole: «Abbiamo la certezza di essere arrivati sostanzialmente al termine dell’iter: siamo in attesa della registrazione alla Corte dei Conti affinchè partano ufficialmente i cantieri, ma credo si tratti di una questione di pochi giorni.  Da quel momento il cronoprogramma per il completamento del lotto II.6 B (Cantina di Roddi- Verduno) è di 30 mesi, circa 2 anni e mezzo.  Per quanto riguarda il secondo lotto siamo nell’alveo delle ipotesi ma riteniamo che nel corso del 2022 si possa completare l’iter burocratico a partire dal quale prevediamo un cronoprogramma analogo per i lavori di circa 2 anni e mezzo.

«Ritengo quindi le previsioni del presidente Cirio realistiche», ha concluso l’assessore. «L’attuale amministrazione regionale (in carica fino a maggio 2024 nda) non inaugurerà il primo lotto ma lo vedrà utilizzato, così come, auspicabilmente anche il secondo».

Redazione Corriere

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