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La provincia di Cuneo rischia la desertificazione bancaria

E’ on-line, in una sezione dedicata del portale nazionale, l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria. I dati e le elaborazioni grafiche, relativi alla situazione a livello nazionale, sono stati curati dal Comitato scientifico della Fondazione Fiba e saranno successivamente integrati con quelli relativi a tutte le regioni italiane. Con questa iniziativa First Cisl punta a fornire un quadro dinamico, con aggiornamenti a cadenza periodica, di un fenomeno di assoluto rilievo sia per il settore bancario che per i suoi riflessi sull’economia e la società italiane.

Il tema della desertificazione bancaria, ovvero l’abbandono dei territori da parte delle banche, è un tema che la First Cisl affronta ormai da parecchi anni; sin dal 2015 le pesanti riorganizzazioni dei grandi gruppi creditizi italiani, sono passate attraverso la riduzione significativa del numero degli sportelli.
Soprattutto a seguito della digitalizzazione dei servizi bancari, le banche hanno ridotto non solo la loro presenza, ma anche il supporto alle economie dei territori, soprattutto quelli che, come la provincia di Cuneo, sono terre di confine e di montagna. La morfologia del territorio della nostra Provincia esaspera ancora di più questo fenomeno: i servizi bancari nei Comuni oltre i seicento metri di altitudine raggiungono ormai poche persone e, complice la riduzione anche di altri servizi, accentua lo spopolamento delle terre alte e delle valli ed il loro conseguente impoverimento. Dando uno sguardo al nostro territorio vediamo per esempio il comune di Elva che dista praticamente a un’ora di macchina dal più vicino sportello bancario, il comune di Argentera in valle Stura ad oltre 40 minuti; similmente molti comuni della Langa, che alle distanze uniscono la tortuosità delle strade, risultano lontani e scomodi ai servizi bancari.

Purtroppo ad oggi poco meno del dieci per cento della popolazione (solitamente anziana) della provincia di Cuneo non dispone di un servizio bancario e ciò deve farci riflettere: la tecnologia sostituirà sempre più la presenza di operatori fisicamente presenti, e questo è un dato di fatto.

«Come First Cisl riteniamo – ha dichiarato il segretario generale cuneese Luca Mellano, – che la digitalizzazione sia un fenomeno inevitabile, da gestire e accompagnare, ma riteniamo altrettanto che un certo livello di relazione tra le persone sia imprescindibile, parte dello scopo sociale stesso di una banca, e comunque indispensabile per supportare le economie dei territori, soprattutto quelli più disagiati». Pure in Provincia di Cuneo si è registrato negli ultimi anni la sensibile riduzione del numero degli sportelli bancari come dei dipendenti bancari. Ciò ha comportato sicuramente significativi mutamenti, non sempre positivi, anzi, del livello dei servizi bancari. «Registriamo – prosegue Mellano –, che nella nostra provincia risulta particolarmente presente il sistema delle banche di credito cooperativo e di altre piccole banche, che appare meno incline al ridimensionamento delle proprie reti sportelli e, quindi, più capace ad esprimere un importante supporto alle famiglie ed alle piccole e medie imprese del territorio».

«La First Cisl Cuneo – dice il segretario generale Cisl Enrico Solavagione – per prima ha denunciato e ha messo in evidenza il problema della desertificazione bancaria. È un problema serio.Ringrazio la Federazione dei bancari per l’impegno che stanno mettendo nel denunciare alcune difficoltà che hanno i cittadini ma soprattutto le persone fragili, gli anziani, che qualche volta devono fare decine di chilometri per arrivare al più vicino sportello bancario. Come Cisl, ci stiamo attrezzando per rendere visibile questo problema che riguarda non solo la provincia di Cuneo ma tutto il territorio nazionale. Noi pensiamo che le banche debbano tornare al servizio dei cittadini e debbano essere accessibili a tutti. Cosa sta succedendo è sicuramente un peggioramento delle condizioni per tutti. La First e la Cisl sono in prima linea e ci fa piacere che altre federazioni di categoria di altre sigle sindacali abbiano capito l’importanza della nostra denuncia».

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