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“La peste suina africana può causare danno enorme per gli allevamenti e alla filiera suinicola”

“La Peste suina africana ritrovata su un cinghiale può causare danno enorme per la suinicoltura in un momento storico già difficile. Necessario attuare tutte le misure necessarie per monitorare la situazione e contenerla il più possibile. Bene il Piemonte che si è mosso subito in questa direzione”. Così il Senatore cuneese Giorgio Maria Bergesio, capogruppo Lega in Commissione Agricoltura, commenta il primo caso di Psa trovato in questi giorni in Piemonte.

La malattia, letale per i suinidi ma non trasmissibile agli esseri umani, come già successo in Germania ed Est Europa è stata riscontrata in questi giorni nelle analisi della carcassa di un cinghiale investito ad Ovada, in provincia di Alessandria.

“Da tempo allevatori, associazioni di categoria e cacciatori lanciano allarmi sul forte rischio di diffusione della malattia legato all’eccessiva proliferazione dei cinghiali – dice Bergesio -. Se la Psa si diffondesse sarebbe un danno enorme per gli allevamenti. Danno che si aggiunge a quelli alle coltivazioni, agli incidenti anche mortali e ai problemi sanitari”. 

“Ringrazio l’Assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, che si è tempestivamente mosso per impedire la circolazione del virus e per proteggere gli allevamenti suinicoli patrimonio importantissimo della nostra zootecnia”, dichiara il Senatore.

Bergesio prosegue: “Preoccupa inoltre il danno d’immagine che la situazione può creare. Situazione che può anche diventare strumento di speculazione economica nei confronti del nostro territorio: il settore suinicolo, con la conseguente attivazione delle misure di sicurezza previste dalla normativa sanitaria, rischia forti limitazioni all’export, in questo momento già difficile”. 

“Importante ribadire che la peste suina africana non si trasmette all’uomo e che la filiera della carne dei nostri allevamenti ha un altissimo grado di sicurezza dovuto ai controlli e ai sistemi di tracciabilità in vigore. Il Piemonte ne è da sempre un esempio virtuoso”, ricorda il Senatore, che aggiunge: “In Commissione Agricoltura abbiamo approvato una risoluzione sulle problematiche legate all’eccessiva presenza di fauna selvatica, che si ripercuotono su molteplici piani. In particolare, abbiamo chiesto di ripensare il modello di controllo delle specie dannose, prevedendo la possibilità di procedere anche con piani di abbattimento attuati dalle Regioni sotto il coordinamento della polizia provinciale, e di puntare alla “prevenzione efficace”, con un piano straordinario di riequilibrio della specie mirato alla sostenibilità ambientale. Occorre che venga calendarizzata al più presto per l’aula al fine di far in modo che il Governo ne dia attuazione”.

 

“Necessario recepire le sollecitazioni del settore, istituendo immediatamente un tavolo di lavoro Ministeriale sull’emergenza sanitaria causata dalla fauna selvatica ed un commissario straordinario che si occupi di questa emergenza, che ha carattere nazionale. Dobbiamo ridurre burocrazia e vincoli e fornire più risorse umane, facendo ricorso magari anche ai carabinieri forestali, per aiutare Regioni, agricoltori, allevatori e cacciatori, gli unici che sino ad oggi si sono fatti carico del problema”, dice Bergesio.

Infine: “Martedì, alla riapertura dell’aula, con altri parlamentari della Lega depositeremo un’interrogazione sul tema, in cui tra l’altro ribadiremo l’importanza del tema dei risarcimenti per i danni alla filiera suinicola dovuti a questi drammatici eventi”, conclude il Senatore.

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