VERDUNO – Si chiama Musicoterapia. E’ l’ascolto di melodie dolci, oggi utilizzata in un crescente numero di Ospedali come supporto terapeutico ed emotivo per ridurre lo stress, alleviare il dolore e migliorare il benessere dei pazienti. Uno strumento importante, di cui è dotato anche l’Ospedale Ferrero di Verduno, che nella grande hall ha collocato un pianoforte a disposizione di tutti i pazienti, che hanno modo di suonare per sè stessi e per chiunque voglia concedersi un momento di ascolto e relax. Così è successo a noi. Che durante un passaggio nel corridoio siamo stati richiamati dalle dolcissime note che riempivano l’aria. Abbiamo così conosciuto Andrea, il pianista, che tra una nota e l’altra ci ha raccontato la sua storia… «Sono qua perché sono un paziente. Ho subìto un intervento chirurgico e devo trascorrere un paio di giorni alla settimana qui in Ospedale per i controlli, la fisioterapia e la riabilitazione».
Anche in un ambiente come quello ospedaliero, dunque, non mancano le cose belle, come questo pianoforte. «In questo ospedale le cose belle e positive non mancano davvero. Ci sono tante persone che si adoperano costantemente per il bene dai pazienti, compresi tanti giovani. Incontro ragazzi che hanno voglia di fare, e soprattutto tanta compassione. Penso che siano una grande speranza e, soprattutto, una risorsa per il futuro. Ma devo dire che tutte le persone che operano qui, medici, infermieri, impiegati, lavorano con professionalità e passione. Per il nome che porta l’ospedale, intitolato a Michele e Pietro Ferrero, l’eccellenza è sempre difficile da raggiungere perché c’è sempre qualcosa da migliorare. Però, per la mia personale esperienza, devo dire che ho trovato gente splendida e competente, che ha voglia di fare bene. E questo è davvero importante».
Senza dimenticare i volontari. «In questa struttura, che sarebbe un magnifico hotel a 5 stelle, i volontari sono fondamentali, per i pazienti, ma anche per i visitatori, che in un edificio così grande capita che abbiano difficoltà ad orientarsi. Ma l’ambiente è così bello architettonicamente e inondato di luce naturale che qualche volta è piacevole anche perdersi». Qual è il miglior servizio che hai trovato nei reparti? «Forse il dono della gentilezza e della pazienza, ma anche del rispetto. Tutte qualità che ho sempre trovato in tutte le persone che lavorano qui, durante i miei tanti soggiorni di quest’ultimo anno…».










