Dopo la luce, i rifiuti: gli onesti pagano le morosità dei «furbi»

Altro che 2 euro all’anno. Sui rifiuti, la fregatura per gli onesti è ben peggio

Non c’è solo la bolletta della luce, anche su quella della Tari vengono “spalmate” le morosità di chi non paga il servizio rifiuti. Lo ha evidenziato nell’ultimo Consiglio comunale di Bra il consigliere del Movimento 5 Stelle Claudio Allasia.

L’esponente pentastellato ha contabilizzato in 510mila euro il valore della “spalmatura” prevista solo per quest’anno. Infatti «il Comune applica lo stesso principio» messo sott’accusa da una mozione del centrodestra. Questa censurava l’Arera, l’Autority dell’energia per la delibera con cui, preso atto di una sentenza del Consiglio di Stato, ha autorizzato le imprese del settore a scaricare sui clienti virtuosi le loro sofferenze. Ammanchi frutto in gran parte dei furbetti ai quali la legge sul “libero mercato” consente di fare «turismo energetico»: da un gestore passano a un altro lasciandosi indietro gli scoperti, poi fanno lo stesso con il nuovo, cambiano ancora e così via. Risultato: un “buco” da 1 miliardo che in parte colmeranno i clienti onesti versando «16 centesimi in più al mese, 2 euro circa all’anno per ogni utenza» – ha minimizzato Maria Milazzo. La consigliera del Pd ha accusato i giornali di aver montato una «fake news» su questo scandalo. Marco Ellena (Forza Italia) le ha risposto: «Purtroppo c’è nulla di falso, si tratta di 200 milioni di euro che saranno ricavati tramite un sistema iniquo che penalizza gli onesti».

Questo lo hanno riconosciuto tutti e alla fine, pur con alcune «correzioni» richieste dal Pd, la mozione è stata approvata all’unanimità. Improbabile, però, che avrà qualche riflesso sulle bollette della luce, tanto meno su quelle dei rifiuti.