La lezione di Chittolina sull’Europa alla Scuola di Pace di Bra

Quale sarà il futuro del processo d’integrazione europea? E’ la domanda che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente a fronte del continuo affermarsi, nei diversi Stati membri dell’Ue, di movimenti politici scettici, se non apertamente ostili all’organizzazione comunitaria.

Pur differenziandosi tra di loro nei contenuti programmatici, questi movimenti euroscettici o antieuropeisti lamentano la forte distante esistente tra l’agire degli organismi comunitari, accusati di concentrare l’attenzione unicamente su parametri economici e finanziari, e i bisogni reali degli individui. In questa prospettiva le istituzioni di Bruxelles sono dipinte come dominate da una sorta di establishment piegato a logiche affaristiche e agli interessi dei Paesi economicamente più forti. Con queste pesanti critiche i movimenti euroscettici propugnano un ridimensionamento della costruzione politica ed economica continentale. Gli argomenti proposti dall’euroscetticismo, spesso con una buona dose di demagogia, paiono trovare terreno fertile in una porzione non certo esigua dell’opinione pubblica.Al punto da porre non pochi dubbi sulla direzione che il processo di unificazione europea potrà avere.

Queste tematiche sono state affrontate venerdì 22 febbraio da Franco Chittolina in un incontro organizzato dalla Scuola Pace di Bra dall’eloquente titolo “L’Europa in bilico tra sovranità e populismo”. Ricordiamo in proposito che Chittolina vanta una lunga esperienza di studio e di riflessione a Bruxelles attorno ai temi dell’integrazione europea; un’esperienza oggi profusa in Apice (Associazione per l’incontro delle culture in Europa) che si impegna per avvicinare consapevolmente gli individui ai valori fondanti dell’Ue. Da poco è stato pubblicato l’ultimo libro di Chittolina sui temi dell’unificazione europea: “Patria Europa”.

Chittolina – introdotto dal prof. Christian Costamagna – nel corso del suo intervento ha dato risalto alla contraddizione che oggi pare vivere l’Europa. Chi ne chiede il ridimensionamento fa infatti riferimento a tutta una serie di situazioni – come la gestione dei flussi migratori – in cui effettivamente l’azione politica delle istituzioni comunitarie è stata caratterizzata da palesi carenze sia nell’approccio sia nei risultati. Parliamo di contraddizione poiché le carenze evidenziate dagli antieuropeisti sono da ricondurre alla frenata che il processo d’integrazione comunitaria, dopo grandi passi avanti, sta avendo ormai da tempo e proprio in un momento storico ove la globalizzazione rende improbabile ogni tentativo di chiusura entro i confini nazionali. Volendo semplificare, si può dire che molti dei problemi lamentati stanno nel fatto che ci sia ancora poca Europa e non, come sostengono gli euroscettici, che ce ne sia troppa.

Invero, Chittolina contro ogni rischio di ritorno ai sovranismi ha sottolineato il ruolo fondamentale che l’unificazione europea ha giocato nel fare vivere una lunga stagione di pace a quel Vecchio Continente le cui genti – libri di storia alla mano – hanno in passato dimostrato di avere la guerra e la violenza nel loro Dna. Una considerazione questa che dovrebbe essere tenuta ben presente da chi propugna teorie sovraniste, commettendo forse l’errore di ritenere la dinamica della storia umana  come ineluttabilmente votata al progresso.

E proprio per ricordare questa circostanza l’incontro di Bra ha anche visto l’intervento degli studenti Antonella Bilotta, Mattia Fumero e Adele Roggia in rappresentanza del gruppo di allievi delle Superiori braidesi che ha partecipato di recente al progetto “Promemoria Auschwitz”. Sostenuto dal Comune, porta ogni anno una cinquantina di alunni a compiere un viaggio in Polonia sui luoghi dell’Olocausto. I tre giovani hanno raccontato alla platea cosa ha significato per loro vivere una siffatta esperienza.La loro testimonianza è stata un modo per far riflettere i presenti sulla terribile aberrazione a cui è giunta l’umanità con i campi di concentramento.

Un’aberrazione figlia di idee sul maggiore merito o supposta superiorità di un popolo o di un gruppo verso altri che faticano a sparire veramente all’interno dell’animo umano. Ed è anche come anticorpo a questo che è nata l’idea di Europa unita.

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