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La Guardia di Finanza impone i sigilli sulle scuole di Santo Stefano Roero

SANTO STEFANO ROERO – Il prossimo potrebbe essere il PalaRocche, ma intanto è toccato alla scuola. Secondo gli inquirenti protagonisti di un nuovo clamoroso sequestro, non si poteva attendere oltre per motivi di sicurezza. Mercoledì scorso alla sede di Infanzia e Primaria a S. Stefano Roero è stato imposto lo sgombero in mezz’ora, l’Estate Bimbi traslocata con i suoi 28 utenti dai 3 ai 6 anni di età in parrocchia. Potrebbe non essere l’ultimo effetto-domino dell’operazione “Feudo” condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Corte dei Conti sul dissesto del Comune. Quella che a fine giugno ha portato agli arresti domiciliari dell’ex sindaco Renato Maiolo, della segretaria comunale Anna Maria Di Napoli e di due tecnici, l’arch. Cinzia Gotta e il geom. Giovanni Careglio, anche loro accusati a vario titolo di peculato, truffa aggravata allo Stato e turbativa d’asta.

Il dirigente dell’Istituto comprensivo di Montà, Piermario Demichelis, ha dichiarato: «Sembrano esserci irregolarità progettuali sugli ultimi lavori di sistemazione e contenimento degli scarpata sotto l’edificio» al civico 3 di via Capoluogo. Il gruppo di cittadinanza attiva “Viviamo S. Stefano Roero”, candidato alle prossime elezioni ha scritto di «problemi strutturali che andranno indagati». In paese oltre a costruire impianti sportivi e aree camper inutili, per fare soldi si giocava anche sulla pelle dei bam­bini? E’ il dubbio atroce. Di sicuro, pagano anche i più piccoli e dopo l’Estate Bimbi non è affatto detto che non debbano trovare accoglienza in trasferta le lezioni alla ripresa di settembre. Per questo plesso già sottodimensionato quanto a utenza complessiva, potrebbe essere la fine. 

Altri sigilli si teme possano scattare al PalaRocche, il salone delle feste battezzato con questa sorta di ossimoro, più volte celebrato anche sulle pagine del “Corriere”: non avrebbe mai ottenuto il certificato di agibilità né risolto, nonostante ingenti risorse investite ulteriormente nella ristrutturazione, la tenuta del tetto. Intanto gli avvocati degli arrestati contestano l’effettiva necessità di esigenze cautelari e hanno chiesto per i loro assistiti il ritorno in libertà. 

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