La festa del tartufo roerino con il premio ad Antonio Ricci

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Ideatore di “Striscia la notizia”. Antonio Ricci è atteso a S. Stefano Roero

Sarà un giorno memorabile domenica 2 dicembre a Santo Stefano Roero: con la terza edizione della festa del Tartufo Bianco d’Alba nella sua declinazione “Rocche del Roero”. Un vero patrimonio, insomma: qui celebrato anche quest’anno grazie alla fattiva sinergia tra il Comune con in testa il sindaco Renato Maiolo, l’associazione dei tartufai delle Rocche roerine capeggiati da Tino Marolo, e con il pieno ausilio della Pro loco.

Sarà un evento di celebrazione attorno a quello che è un autentico “cru”. «Come per i grandi vini – dicono gli organizzatori – i cambiamenti climatici in atto obbligano a ripensare anche al tartufo. In una stagione tartuficola che ritarda e si allunga, il “tartufo di dicembre” si impone non più soltanto per l’eccellente qualità, ma anche per la quantità». E sono proprio queste le ragioni alla base della festa.

Che, per inciso, è già diventata un classico pur se creata in tempi relativamente recenti: un modo per rinnovare la tradizione, già in grado di fungere da stimolo alla tutela di una tartufaia comunale (con tanto di intitolazione all’indimenticato comm. Roberto Ponzio) e alla nascita dell’associazione dei trifolau roerini

E ora, un nuovo passo: con la sottoscrizione della “Carta di Santo Stefano Roero”, un documento ufficiale mirato di motivare chef, ristoratori e operatori del settore del Roero ad accompagnare il “Tartufo bianco d’Alba Rocche del Roero” con la narrazione del suggestivo paesaggio e con le notizie che arrivano dai documenti storici e dalla cultura popolare. Il tutto nella convinzione che il tartufo, in quanto profumo e mistero della terra, vada raccontato.

E proprio nel segno del “raccontare”, di questo atto ne parlano gli stessi Maiolo e Marolo: che, insieme al segretario dell’associazione Cesare Cuniberto, verrà sottoscritto domenica mattina: «La “Carta di Santo Stefano Roero” si appella unicamente alla professionalità e all’orgoglio di appartenenza a una comunità in crescita che, nella ritrovata e ormai affermata cucina roerina, trova la propulsiva ragione di un rinnovamento che non è solo fuori ma dentro ogni buon abitante di questa antica rinnovata realtà».

Nella kermesse non mancheranno anche ospiti e temi dia prestigio: già dalle ore 10 quando, nella chiesa di S. Bernardino, prima della firma della “Carta”, ci sarà modo di parlare di  “Gli atleti delle Rocche del Roero: cani da tartufo e trifolao. Storia, mito e attualità di un binomio antico” negli interventi di Pierpaolo Mussa e Luciano Bertello.

Poi, gli omaggi di amicizia e riconoscenza: del (non solo) simbolico “Tartufo Bianco d’Alba Rocche del Roero” ad Antonio Ricci, a cura di TartufingrosAlba, e un analogo tributo griffato dall’associazione referente: non mancherà l’omaggio al “patriarca”, ossia il trifolau anziano dell’anno: e, a mezzogiorno, l’inaugurazione della tartufaia comunale in località Caretta prima del pranzo sociale alla vicina Osteria Sibona.