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La chiesa di San Cassiano compie cinquant’anni: la costruzione iniziò nel 1970 sul luogo del martirio dei santi Cassiano e Frontiniano

ALBA – La chiesa di San Cassiano compie cinquant’anni. La parrocchia venne edificata per ricordare i santi Cassiano e Frontiniano nel luogo in cui subirono il martirio, 1600 anni fa. La storia recente della chiesa di San Cassiano si collega, tuttavia, a quella dell’antica Abbazia benedettina dedicata ai due santi, che sorgeva in questo luogo fin dall’XI Secolo. L’Abbazia venne fondata intorno all’anno mille alla periferia di Alba, lungo la strada romana che collegava la città a Pollenzo, e dedicata a due martiri del IV Secolo, Cassiano e Frontiniano. Tradizionalmente, i monaci fondavano le abbazie nei luoghi incolti, boschivi, paludosi o in cui si conservava la memoria dei martiri cristiani. Queste notizie ci portano a pensare che il territorio di san Cassiano, oltre ad essere memoria del martirio dei due santi, fosse anche una zona selvaggia e paludosa nei pressi del fiume Tanaro, bonificata e resa fertile solo successivamente, grazie al lavoro dagli stessi monaci.

Le notizie sul martirio di Cassiano e Frontiniano sotto l’imperatore Diocleziano, nel IV secolo, non sono certe. I due santi figurano però insieme in molti documenti, tanto tra essere tradizionalmente considerati compagni di viaggio e di martirio. In realtà, come descritto in un documento del 1041, le chiese erano due, assai vicine tra di loro, perché ognuno dei due santi aveva quella a lui dedicata. Un altro documento, un registro delle chiese albesi dell’anno 1325, ci racconta che entrambe erano meta di pellegrinaggi e devozioni popolari da parte degli albesi. In particolare da chi voleva domandare una grazia per la salute di un bambino. Dell’Abbazia più grande – in cui era custodito e venerato il corpo di San Frontiniano – sono ancora oggi visibile il luogo, il fabbricato, la torre e un dipinto del XV secolo sul muro esterno, il tutto incorporato in una struttura privata. Il declino di questo importante edificio religioso iniziò il 19 febbraio 1455. In questa data – come ci raccontano diversi documenti storici – le reliquie del Santo furono infatti prelevate e trasferite nella cattedrale di Alba. Da questo momento, l’Abbazia perde la sua importanza religiosa e viene gradualmente trasformata in tenuta agricola. Ma la memoria di questo antico luogo di culto non scompare, e si tramanda nei racconti popolari fino ai nostri tempi.

Arriviamo così al 1960. La rapida espansione urbana della città in quegli anni richiedeva necessariamente un ampliamento dei servizi civili e religiosi. Divenne così evidente la necessità di costituire una nuova parrocchia nel territorio di San Cassiano, una delle zone periferiche maggiormente interessate dalla nuova espansione urbana. Nel 1970, su progetto dell’architetto Ugo Dellapiana, iniziano i lavori per la posa delle prime pietre, che si concluderanno nel 1973. La nuova chiesa è finalmente pronta ad aprire le sue porte agli abitanti di un quartiere sempre più popoloso e dinamico. Il parroco fondatore è don Giovanni Battista Gianolio. Da allora, la crescita del quartiere è stata continua, e l’espansione urbanistica della zona è passata dai 400 abitanti degli anni ‘60 agli oltre 4.500 attuali. Quella di San Cassiano è una chiesa moderna, luminosa, con una caratteristica forma circolare. Uno stile ideato per richiamare l’immagine biblica della tenda, perchè, coma annunciato all’inaugurazione: “Dio ha messo la sua tenda in mezzo a noi”. L’interno è illuminato dall’alto dalla luce naturale, mentre sulla parete esterna troneggia una grande scritta in lingua greca: “Il verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

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Redazione Corriere

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