Inverno e giardini, come prendersene cura. I consigli dell’esperta

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L'agronoma Silvia Geranzani

L’autunno sta per essere accantonato e l’inverno è alle porte, così le piante, molte ormai già sfiorite e pronte per il meritato riposo vegetativo, devono affrontare il freddo della stagione invernale, dietro l’angolo. Che si abbia un giardino, piccolo o grande, un orto, un balcone, un terrazzo adorno di vasi o piante nel terreno della propria casa di campagna, è giunto il momento di pensare proprio a loro. In che modo? Lo abbiamo chiesto a Silvia Geranzani, giovane consulente agraria che opera nei territori astigiano e albese.

Cosa fare per aiutare le nostre piante ad affrontare i rigori dell’inverno?

“Innanzitutto raccogliere i frutti che maturano in questo periodo: kaki, pere, mele, ma anche luppolo, melagrane e perché no, rose canine che, oltretutto aiutano noi a trascorrere l’inverno con il loro carico di vitamina C. Prepariamo il magazzino per conservare questi frutti: un locale fresco, asciutto e pulito, selezionando accuratamente quelli marci e intaccati, controllando spesso che non si formino germogli alle patate, che non marciscano altri prodotti e, magari sfruttiamo le mele in maturazione per accelerare quella altrui: ad esempio per colorare i pomodori raccolti un po’ troppo verdi per timore del gelo. Ormai, ci si affida alle celle frigorifere e all’atmosfera controllata, ma a livello famigliare si può riscoprire la tradizione facendosi raccontare dai nonni delle cosiddette “stanze delle mele”, proibite quanto inebrianti, dove venivano raccolti i frutti per superare l’inverno. Oppure ci si può armare di estro e pazienza e produrre marmellate, conserve, essiccare, congelare per poi gustare in seguito (con attenzione per evitare intossicazioni alimentari)”.

Come proteggere le piante dal gelo?

“Dobbiamo proteggere il più possibile le nostre piante, soprattutto dalle gelate precoci, quando ancora non si sono abituate al freddo invernale. Nell’orto, è necessario, poco alla volta, liberare le aiole dalle piante che hanno esaurito il loro ciclo vegetativo, aggiungere letame e vangare il terreno per farlo trovare pronto per le nuove semine, dopo che il gelo invernale tende a “smussare gli angoli”. Dove ci sono piante ancora produttive: insalate invernali, cavoli, cavolfiori, broccoli, dobbiamo proteggerle con tunnel plastici o “tessuto non tessuto” e seminare ancora in piena terra, spinaci, valeriana, rucola, ravanello e trapiantare finocchi, radicchi, porri, aglio e cipolle. Addirittura, in serra fredda possiamo prolungare la stagione di pomodori ciliegino, peperoni e peperoncini almeno fino a metà novembre, con un po’ di fortuna”.

Cos’è il tessuto non tessuto?

“Un sistema per proteggere dal freddo le piante, ma in maniera temporanea. Questo tessuto, molto leggero e in fibra di poliestere, protegge dal freddo lasciando passare il vapore acqueo che è fondamentale per evitare che sotto il telo, per effetto della condensa, marcisca tutto. Si usa anche per proteggere le insalate, e altri ortaggi di dimensioni contenute sfruttando, appunto la sua leggerezza, anche senza sostegni metallici, semplicemente appoggiato alla vegetazione e fissato ai lati dell’aiola con palate di terra. Può anche essere di aiuto per imbianchire gli ortaggi, pratica adottata ad esempio su porri e finocchi per renderli più bianchi e croccanti”.

Quali piante ricoverare e proteggere dal freddo e di quali invece non ci dobbiamo preoccupare?

“Alcune piante sopportano meglio il freddo, in particolare gli alberi che perdono le foglie ed entrano in riposo vegetativo, in termine tecnico si “acclimatano”. Subiscono una vera e propria trasformazione nei loro tessuti più esterni che si inspessiscono e accumulano sostanze isolanti: resine, gomme, lignine, come noi aggiungiamo maglioni e, contemporaneamente riducono l’acqua nei tessuti che può gonfiarsi col gelo e spaccare le cellule. Inoltre, rallentano al minimo i loro processi vitali in attesa del risveglio primaverile. E’ un processo graduale, per questo, in inverno inoltrato, temperature molto fredde non sono pericolose, mentre una gelata ottobrina, prima che cadano le foglie, può essere letale. Le uniche attenzioni da riservare alle piante da frutto in riposo invernale sono le protezioni contro i funghi patogeni e gli insetti dannosi che cercano di svernare con essi per riprendere i loro danni a primavera. Questo si ottiene con i cosiddetti “trattamenti al bruno”, così chiamati perché si effettuano alla caduta delle foglie, quando gli alberi sono scuri perché è evidente la corteccia. Di norma si utilizza la poltiglia bordolese (ovvero prodotti a base di rame) per i funghi e gli oli bianchi per gli insetti”.

Ma se possediamo solo una terrazza o magari una veranda, che fare?

“Innanzitutto, dalla seconda settimana di ottobre cominciare a moderare le irrigazioni dei vasi, sia nella frequenza, sia nelle quantità. Occorre tenere il terriccio umido e non fradicio perché il sole autunnale non è in grado di far evaporare l’acqua come quello estivo e il rischio principale è creare marciumi e morte delle piante. Molti fiori continuano a regalarci fioriture anche in autunno: petunie, cavoli ornamentali, rose rifiorenti, crisantemi. Il tessuto non tessuto ci viene in aiuto per freddo improvviso, ma la vera salvezza è una veranda possibilmente con le condizioni giuste, dove ritirare gerani, erbe e arbusti perenni. Ideale è un ambiente luminoso, fresco, ma non freddo e nemmeno caldo perché si devono rallentare i processi vegetativi e stimolare il riposo. E’ consigliato pulire i vasi, ispezionarli, eliminare le foglie rotte, marce e secche e cercare di non offrire nessun riparo alle cimici. Per gli ortaggi in balcone bisogna proteggere con “tessuto non tessuto” sedano, prezzemolo e rucola, mentre salvia, rosmarino, erba cipollina dovrebbero resistere. In vaso o in giardino piantare le bulbose a fioritura primaverile precoce, bucaneve, iris nano invernale, crocus, narcisi e tulipani”.

Come tutelare il prato?

“Nel prato è il momento di riseminare dove ci siano parti danneggiate e fare una concimazione invernale a base di composti ricchi di potassio che aiutano l’erba a difendersi dal freddo”.