Internet “trasporta” medici e infermieri al domicilio

      Nuova fasanita2se sperimentale per gli ospiti dell’Ottolenghi, pazienti a domicilio e reparti Mercoledì scorso una delegazione di medici ugandesi ha fatto visita al reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Asl Cn2 attivo presso l’ospedale “San Lazzaro”. Il gruppo di sanitari era proveniente dalla capitale ugandese Kampala ed era guidato dal dottor Baterana Byarubaga, direttore generale dell’ospedale universitario “Mulago”. Con lui sono giunti ad Alba i colleghi David Nuwamanya, Zeridah Nabatanzi Muyinda (radiologa) e Simon Peter Eyoku, medico specialista in nefrologia. La delegazione ugandese è giunta ad Alba per approfondire la conoscenza del servizio di assistenza e cura a distanza attualmente in funzione presso il servizio di Nefrologia, Dialisi e Nutrizione clinica attivo presso l’Asl Alba Bra. «L’esperienza – spiega il responsabile del servizio, dottor Giusto Viglino – che abbiano maturato nel corso di dieci anni di attività col sistema della “Videodialisi”, ci permette ora di porre le basi per un nuovo progetto che amplierà le possibilità dell’assistenza e della cura a distanza. Si tratta del progetto “Elettronic Video Supporting System”, EViSuS, che ci consentirà di estendere la sperimentazione della telemedicina sia nell’ambito della dialisi peritoneale sia in altri ambiti sanitari». L’evoluzione del progetto, presentata anche ai colleghi del polo sanitario “Mulago”, prevede la realizzazione di due modelli di apparecchiature elettroniche che si potranno utilizzare presso l’abitazione del paziente oppure presso strutture sanitarie essendo trasportabili, collegabili alla rete Internet e utilizzabili anche da utenti privi di conoscenze tecnologiche o informatiche. La sperimentazione in ambito nefrologico potrebbe fornire risultati particolarmente rilevanti per quanto riguarda l’assistenza ai pazienti pediatrici costretti alla dialisi peritoneale o quelli residenti in aree particolarmente disagiate. Per quanto riguarda l’estensione della tecnica e tecnologia di telegestione del paziente, sarà avviata quanto prima una fase sperimentale in collaborazione con la Casa di riposo “Ottolenghi” di Alba (ma potrà estendersi ad altre Rsa locali o sovralocali) per la gestione di pazienti dializzati, con alimentazione parenterale, portatori di cateteri o accessi venosi centrali, colpiti da piaghe da decubito o gravi difficoltà alla deglutizione. Lo stesso tipo di supporto sarà sperimentato per i pazienti presenti nel letti di prossimità (strutture per lungodegenti) in cure palliative e potrà essere messo a disposizione delle famiglie che ospitano malati “post acuti”, cronici per scompenso cardiaco o insufficienza respiratoria o curati in modo palliativo. Il sistema “EViSuS” potrà, infine, essere utilizzato per la consulenza immediata tra reparti dello stesso presidio, tra reparti attivi presso ospedali diversi e tra reparti ospedalieri e ambulatori territoriali. (B. M.)

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