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Inchiesta schock: nelle nostre scuole fuma oltre il 57% degli studenti

FOCUS – Quasi 1 milione e mezzo di studenti italiani tra i 15 e i 19 anni hanno fumato negli ultimi 12 mesi. Un consumo che, sempre più frequentemente, inizià già in età preadolescenziale, con oltre 100 mila bambini che hanno acceso la loro prima sigaretta a 12 anni. Sono i preoccupanti dati emersi da uno studio condotto dall’Istituto di fisiologia del Cnr. Un monitoraggio avviato vent’anni fa, che consente di valutare le variazioni nel tempo delle abitudini dei ragazzi.

A provare il fumo di sigaretta almeno una volta nella vita sono stati, nell’ultimo anno, il 56,9% degli studenti, circa un milione e mezzo, con un andamento in calo costante dal 2000, quando rappresentavano il 67,5%. Per quanto riguarda il sesso, dopo i 16 anni le ragazze si sono confermate fumatrici decisamente più incallite rispetto ai coetanei maschi. L’unico aspetto positivo rilevato dalla ricerca è legato al fatto che, nel corso degli anni, si è abbassata considerevolmente la percentuale degli studenti italiani che riferisce come “molto facile” il reperimento di sigarette, dall’83,3% nel 1999 al 46% di oggi. «Tale diminuzione – si legge nello studio del Cnr – potrebbe rappresentare un effetto delle restrizioni normative e culturali in merito al fumo.

Si abbassa sempre di più l’età della “prima volta” La dipendenza da nicotina inizia a 12 anni

Le rilevazioni hanno registrato che il consumo di nicotina inizia generalmente in età adolescenziale, anche se si sono riscontrati casi ben più precoci e numerose fluttuazioni, con una massima incidenza a 14 anni. Ma se il consumo di sigarette mostra un trend in leggera discesa, contestualmente cresce in maniera costante la quota di quanti riferiscono di aver provato la sigaretta elettronica (e-cig) almeno una volta nella vita: dal 33% nel 2013 (primo anno di rilevamento) al 37,9% nel 2019, corrispondente a circa un milione di studenti, con prevalenze che sono maggiori nei maschi rispetto alle loro coetanee e che aumentano con l’età.  Come si legge ancora sul documento del CNR: «Il boom delle sigarette elettroniche in Italia si è registrato nel 2012, e dal 2013 rileviamo il dato di consumo nella popolazione studentesca. Possiamo affermare che, nonostante il consumo di tabacco in forma di sigarette sia in costante diminuzione, non lo è affatto il consumo di nicotina. Tanto che, prendendo in considerazione sia le sigarette tradizionali che le e-cig, il consumo di nicotina torna vertiginosamente a salire e raggiunge livelli precedenti a quelli del 2010, anno in cui l’e-cig ha fatto la sua comparsa sul mercato italiano.

Secondo i dati dell’Oms, il tabacco è la seconda causa di morte al mondo, con quasi sei milioni di decessi l’anno

Numeri che crescono ulteriormente se aggiungiamo al novero anche le altre formulazioni disponibili, come tabacco da sniffo, pipe e sigarette senza combustione.  Il reperimento dell’e-cig risulta facile per circa la metà degli studenti intervistati. Sulle motivazioni, il 76,1% dei fumatori di sigaretta elettronica ha riferito di averla provata la prima volta per curiosità, il 15,7% perché offerta da amici e l’8,3% per smettere di fumare. Considerando l’età di primo uso per la sigaretta elettronica, le percentuali aumentano con gli anni, ma si registra un calo importante (dal 68,9% nel 2013 al 44,2% nel 2018) per la percentuale degli studenti che hanno iniziato a 16 anni o più, mentre aumenta quella di chi ha cominciato a 13 (dall’1,6% al 9,%). Nel 2019 quasi 20.000 studenti, l’1,6%, hanno provato prima dei 12 anni. Nel 2018 gli studenti che hanno riferito una duplice abitudine al fumo (sigarette ed e-cig) sono oltre 650 mila, il 25,2%. La ricerca ha rilevato anche altre forme di consumo del tabacco, come l’uso di pipa ad acqua (shisha), dichiarata dal 5,6% dei ragazzi, tabacco da sniffo dal 3,3% e sigarette senza combustione, che hanno conquistato 130mila adolescenti, il 5% della popolazione studentesca.

La sigaretta è un segmento che ha la brace da una parte e uno sciocco dall’altra

L’ultimo dato rilevato dall’inchiesta riguarda la consapevolezza sui divieti. Sebbene il 70,4% degli studenti fosse consapevole del divieto di fumo ai minorenni, 200 mila di loro lo ignoravano (il 7,8%) oppure ritenevano valesse solo fino a 14 (5,7%) o 16 anni (9,9%). Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il tabacco si colloca al secondo posto tra le cause di morte, con quasi 6 milioni di decessi l’anno, e primo tra le cause di morte evitabili.

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