BRA – L’allarme inceneritore sembra essere rientrato. Un allarme preventivo siccome nessun progetto era stato presentato da parte della Spa Stella, i cui sondaggi al comune di Cavallermaggiore avevano tuttavia suscitato preoccupazione anche nelle confinanti Bra e Sommariva del Bosco. Si parlava, infatti, di un’iniziativa allo studio per insediare in frazione Foresto un impianto cosiddetto di recupero energia, da ricavare con la combustione di scarti, in questo caso vecchi pali delle linee telefoniche. Legno impregnato di sostanze chimiche che, temeva il comitato popolare attivatosi in zona, avrebbero potuto riversarsi nell’aria e ricadere nei terreni di una pregiata area agricola. Forse proprio la mobilitazione dal basso con raccolta di firme e il coinvolgimento dei Consigli comunali in cui sono state approvate mozioni simili e tutte critiche rispetto all’iniziativa imprenditoriale, hanno portato l’azienda a una «formale rinuncia al progetto».
Così scrivono Giuliana Mossino, Carlo Patria e Francesco Racca, consiglieri rispettivamente della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia a Bra, riferendo in una nota stampa quanto avrebbe dichiarato il sindaco cavallermaggiorese, Davide Sannazzaro del Pd. Mossino, Patria e Racca (il comunicato non è firmato dal resto della minoranza braidese, le liste Polo Civico e Somaglia per Bra) celebrano un «risultato importante che dimostra la forza di un territorio capace di unirsi nella difesa della propria identità e delle proprie vocazioni». Concludono: «Continueremo a vigilare (altre imprese potrebbero subentrare nel proposito archiviato dalla Stella?) con attenzione e a lavorare al fianco delle comunità, affinché ogni scelta di sviluppo sia sempre compatibile con la salvaguardia del territorio e della qualità della vita».










