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In vista delle politiche del 25 settembre le proposte di Cia per un Governo che rilanci il settore agricolo

Ne abbiamo parlato con il presidente provinciale di Cuneo, Claudio Conterno, che chiede interventi su una più equa distribuzione del guadagno nella catena produttiva e un’assicurazione che garantisca alle aziende la sostenibilità economica

In vista delle elezioni politiche del 25 settembre la Cia-Agricoltori Italiani nazionale ha elaborato un documento di proposte per i candidati di tutti gli schieramenti in corsa, con la richiesta al Governo che verrà di assumere dei provvedimenti capaci di rilanciare il settore rurale. Partendo dalle emergenze attuali e guardando al futuro. Ne abbiamo parlato con Claudio Conterno, presidente provinciale di Cuneo dell’organizzazione agricola. Sottolinea: “La classe politica che uscirà dalle elezioni del 25 settembre vorrei che usasse sempre un linguaggio educato, evitando contrapposizioni frontali. Perché i problemi si risolvono confrontandosi e avvalendosi di tecnici preparati per prendere le decisioni. Se i politici sono educati e pronti al confronto insegneranno anche ai cittadini ad esserlo. E poi il nuovo Governo non dovrà buttare alle ortiche quanto di buono è stato fatto in precedenza, come succede di solito. Inoltre, bisognerà avere il coraggio di investire su innovazione, ricerca e scuola. E’ partendo da questi tre pilastri che ci giochiamo le partite future anche per le aziende”.

Cosa serve all’agricoltura per stare in piedi? “Occorre cambiare il rapporto che c’è nella catena distributiva dei prodotti. L’azienda che produce corre sul filo di lana con margini sempre minori se non in perdita, come sta accadendo con l’aumento delle materie prime e dell’energia. La grande distribuzione ha dei ricarichi elevati. Si deve riuscire a distribuire in maniera più equa il valore, il guadagno. Perché è difficile che strozzando la gallina, la quale produce, si possa dopo avere l’uovo. La filiera ha le criticità ai suoi estremi: il punto di partenza – l’agricoltore – e quello di arrivo – il consumatore -, che sono i più penalizzati dal sistema”.   

Ma non solo. “Adesso ci sono assicurazioni specifiche sui danni causati da singoli problemi dovuti al clima o alla difficoltà di vendere sui mercati soprattutto esteri. Serve, invece, un’unica assicurazione complessiva che garantisca all’azienda agricola la redditività necessaria per essere sostenibile a livello economico. Poi, non importa le difficoltà che ha dovuto affrontare. In alcuni Paesi esteri questo sistema esiste già”.

Cosa deve fare il nuovo Governo? “Lavorare affinché si concretizzino queste due progetti. Altrimenti c’è il rischio reale che molte aziende debbano chiudere o accorparsi, con la perdita della diversificazione produttiva che ha fatto dell’Italia un modello internazionale. La nostra agricoltura deve produrre qualità e non quantità e adeguarsi all’innovazione, ma ha anche bisogno di vedersi garantito un reddito. La qualità va pagata il giusto”.   

 

 

In sintesi le proposte concrete di Cia-Agricoltori Italiani

Le proposte, in sintesi, di Cia-Agricoltori Italiani riguardano quattro capitoli di intervento: le emergenze; il Pnnr; l’Orizzonte Europa; le Aree interne e l’agricoltura.

EMERGENZE

Emergenza energetica crisi russo-ucraina

Credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, incluso il riscaldamento delle colture in serra, per il 2022-2023. Incentivi fiscali per sostenere l’acquisto di mangimi, fertilizzanti, sementi e piantine. Autorizzare in sede Unione Europea le imprese agricole a immettere in rete energia elettrica prodotta con il fotovoltaico oltre i propri livelli annui di autoconsumo.

Emergenza idrica

Esonero dei contributi previdenziali e credito agevolato per le imprese agricole dei territori in stato di emergenza per la siccità. Ristrutturazione immediata della rete dei canali e della rete idro-potabile. Progetto infrastrutturale di piccoli invasi/laghetti attuabile con tempistiche certe e procedure semplificate.

Emergenza cinghiali

Commissario straordinario per la gestione della fauna selvatica a Palazzo Chigi con pieni poteri e coordinamento di una cabina di regia regionale. Superamento del regime de minimis nell’ambito del sistema di indennizzi alle imprese agricole.

Emergenza manodopera agricola

Semplificazione e maggiore flessibilità degli strumenti per il reperimento della manodopera agricola anche attraverso l’innovazione digitale.

PNNR

Portare a compimento le riforme per poter ricevere nei tempi stabiliti le risorse negoziate. Semplificare le procedure per l’attuazione del Piano.

ORIZZONTE EUROPA

Contrastare sistemi di etichettatura, Nutri-score, che penalizzano il Made in Italy. Tutelare le eccellenze agricole italiane di fronte a ingiustificati rischi per la salute umana e al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Promuovere una politica commerciale Ue che valorizzi l’agricoltura e garantisca il rispetto della reciprocità delle regole. Impegno su dossier strategici: revisione del sistema Dop-Igp; visione di lungo termine per le aree rurali; Strategia F2F di riduzione dei pesticidi e aumento del biologico; Strategia biodiversità.

AREE INTERNE E AGRICOLTURA

Sostenibilità economica

Favorire la transizione digitale e la modernizzazione agricola. Incentivare reti, distretti e sistemi produttivi a vocazione territoriale. Puntare sulla dimensione rurale del turismo nelle politiche di marketing del Paese valorizzando l’agriturismo. Rilanciare il ruolo dell’agricoltura giovanile e dell’imprenditoria femminile agricola.

Sostenibilità sociale

Più infrastrutture stradali, sanitarie e scolastiche. Riorganizzazione dei servizi alla persona e adeguamento delle pensioni minime agricole. Sostenere e sviluppare le forme di agricoltura sociale. Politiche per l’integrazione che puntino sull’agricoltura e sul lavoro agricolo.

Sostenibilità ambientale

Più ricerca e innovazione in campo varietale e nella difesa delle colture. Sviluppare filiere agro-energetiche locali partendo dalla valorizzazione della materia prima agricola. Passare definitivamente dalla tutela alla gestione della fauna selvatica riformando la Legge 157 del 1992.

 

 

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