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    In Borsa: la settimana finanziaria, lunedi 20 maggio 2024

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    Se si leggessero i settimanali o i quotidiani finanziari degli ultimi sei mesi noteremmo dei meravigliosi cambi di opinione sull’argomento che sta condizionando ed influenzando la vita economica europea e statunitense: i tassi di riferimento. L’obiettivo unico è quello di far diminuire l’inflazione che oltre a far aumentare il costo della vita, cioè banalmente ciò che ogni giorno compriamo e consumiamo, rende indirettamente molto più caro il prezzo del denaro che è la leva principale su cui le banche centrali agiscono.

    Si diceva che i cambi di direzione delle banche Centrali sulla diminuzione dei tassi di riferimento siano stati moltissimi e così è stato. Ogni settimana si leggevano notizie contrastanti con quelle di qualche giorno prima. I primi tagli saranno a giugno, anzi ad aprile, no a luglio e via di questo passo. Ad oggi rimane (più o meno) confermato che la Bce inizierà a tagliare a giugno che poi inizia fra una quindicina di giorni, ma nessuno sa cosa succederà dopo.

    Quanti altri tagli e soprattuto quando nessuno lo ha ancora capito bene. Peggio ancora dall’altra sponda dell’oceano dove Jerome Powell è ancora alle prese con dei dati sull’inflazione incerti. Se qualche mese fa il costo della vita sembrava ormai ricondotto sui binari della ragionevolezza economica, cioè intorno al 2%, gli ultimi dati di questa settimana segnano una recrudescenza della componente core dell’inflazione che allontanerebbe un taglio dei tassi americani nel breve periodo. Insomma potrebbe anche essere che i tassi di riferimento inizieranno ad essere ridotti prima in Europa che negli Stati uniti. Il che avrebbe dell’eccezionale.

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