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    Imprese, cento mila assunzioni tra gennaio e marzo 2024

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    Saranno quasi cento mila le assunzioni nelle imprese piemontesi da gennaio a marzo di quest’anno.

    Il dato arriva dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

     

    Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno il dato segna un aumento di quattro mila e 310 assunzioni.

    In crescita i contratti a tempo indeterminato, più 38 per cento, mentre

    Quelle in Piemonte rappresentano il 22,1% delle 174.500 assunzioni previste nel
    Nord Ovest e il 7,6% del totale di quelle nazionali (508mila circa).

    A trascinare la domanda restano i contratti a tempo determinato la meta’ dei contratti, ma in calo rispetto ai mesi precedenti, mentre a crescere quelli a tempo indeterminato,
    il 38% dei casi.

    Le aziende cercano laureati, nel 19% dei casi (in crescita rispetto al 16% di dicembre 2023), diplomati (31%) o diplomi professionali (33%).

    Considerando i dati del trimestre gennaio-marzo 2024 sono sempre i servizi a formare la fetta piu’ consistente della domanda di lavoro con 61.150 entrate, il 63,7% del totale, con i servizi alle persone primo settore, seguito da commercio e ristorazione.

    L’industria prevede 34.790 entrate, il 36,3% della domanda, in aumento di circa 1.070 unita’ rispetto al periodo gennaio-marzo 2023. A trainare, in questo caso, meccatronica ed edile.

    Circa un’assunzione su tre (33,2%) interessera’ giovani con meno di 30 anni. Nel 20% dei casi le imprese prevedono di assumere personale immigrato.

    Si conferma elevato il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che, a gennaio 2024, riguarda circa il 51,1% delle assunzioni.

    La difficolta’ di reperimento e’ in aumento sia rispetto al mese precedente (49,2%), sia di 1,8 punti percentuale rispetto a un anno fa (49,3%). Ancora una volta, il dato piemontese risulta piu’ elevato rispetto a quello medio nazionale (49,2%).

    Le professioni piu’ difficili da reperire in Piemonte restano gli operai specializzati. Tra i laureati scarseggiano medici e odontoiatrici (83,0% di difficile reperimento) e delle
    chimico farmaceutici (75,2%).

    Ma le imprese lamentano difficolta’ anche nel reperimento di candidati con istruzione
    tecnica superiore (ITS, 74,2%) e, a livello secondario, per gli indirizzi socio-sanitario (70,9%) e turismo, enogastronomia e ospitalita’ (63,7%)

    Redazione Corriere
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    Potete contattare la Redazione del Corriere allo 0173-28.40.77 oppure scrivendo a: info@ilcorriere.net

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