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Il vescovo scrive agli studenti e li invita alla partecipazione all’ora di religione

Religione: l’ora per la crescita della cultura religiosa di tutti

La frequenza in Alba è molto alta rispetto alla media nazionale. La lettera del vescovo agli studenti, per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al primo anno del Cammino sinodale è anche un invito a riflettere sulla pastorale scolastica, come si è venuta sviluppando in questi ultimi problematici anni. Ricordiamo innanzitutto i compiti istitutivi dell’Ufficio diocesano per la scuola:

– Valorizzare l’ora di religione come spazio di conoscenza e approfondimento della Bibbia e dell’esperienza religiosa da un punto di vista culturale, “palestra” di dialogo e confronto, riflessione sull’uomo a partire dai temi di attualità.​

– Dialogare in modo aperto con i docenti delle varie discipline e ordini di scuola a servizio della crescita dei giovani come uomini e come cittadini. La scuola è a servizio delle giovani generazioni.

– Contribuire al confronto su temi delicati e centrali per la crescita dei giovani, con una attenzione costante all’attualità e alle sfide che attendono i nostri ragazzi e i giovani.

-Offrire proposte di aggiornamento per docenti – non solo di religione – su temi culturali generali ed
educativi, in una parola offrire opportunità per chi vuole continuare il proprio cammino di formazione. La realtà della nostra diocesi: sono attualmente in servizio 75 insegnanti di religione nei vari ordini di scuola più un gruppo di collaboratori per le supplenze temporanee. La maggioranza di loro ha conseguito il titolo presso l’Istituto superiore di scienze religiose (Issr) di Fossano. Purtroppo non ci sono più stati concorsi per l’immissione in ruolo dal lontano 2004. Ne è stato annunciato uno per il 2022, ma siamo ancora in attesa del bando di convocazione.

L’adesione all’insegnamento della religione si attesta tra l’85 e il 90 per cento, su valori molto elevati rispetto alla media nazionale. Il merito va all’impegno dei docenti e alla credibilità conquistata negli anni nei confronti delle famiglie. Ma i numeri esprimono anche le attese di un contesto sociale che richiede una presenza significativa di questa disciplina nel percorso di crescita dei ragazzi, anche al di là della scelta religiosa. Va chiarito infatti che il 90% di avvalentesi non significa il 90% di battezzati o di credenti, ma segnala la percentuale di genitori, di ragazzi e di giovani che sono interessati a conoscere il fatto religioso. È importante chiarire che l’ora di religione non è un’ora di catechismo riservata ai credenti, ma un’ora di scuola rivolta a tutti, per favorire la crescita della cultura religiosa. L’altra finalità, molto apprezzata da studenti e famiglie è quella di avere uno spazio in cui al primo posto non c’è il programma (che va comunque svolto!) ma ci sono i bisogni, i problemi, le esigenze dei ragazzi. Questo spazio ha paradossalmente ricevuto particolari apprezzamenti proprio nei lunghi mesi di didattica a distanza.

Per aiutare i docenti ad affrontare le sfide che li attendono, l’ufficio diocesano offre in primo luogo uno spazio di incontro, di dialogo e di confronto. Le attività specifiche proposte ai docenti sono poche, ma possibilmente di qualità.

I servizi che vengono offerti: oltre alle incombenze burocratiche, l’Ufficio ha attivato una piattaforma online per la condivisione del materiale didattico. Tutti i docenti possono inserire il materiale prodotto e utilizzare liberamente quanto elaborato da colleghi. Sempre on-line, è possibile confrontarsi sulle metodologie didattiche e sui temi da affrontare.

Quest’anno, come già annunciato, avremo un momento di formazione molto qualificato. Sarà infatti aperto a tutti gli insegnanti e toccherà il tema della prevenzione degli abusi sui minori.

Luciano Marengo, Ufficio diocesano per la scuola

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