Il teatro della vita

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In inverno andare a teatro è un rito, per godere di una recita comme il faut, per non annoiarsi, per stare con gli amici. Spettacolo bello, modesto, decisamente brutto, i commenti dopo e le chiacchiere sugli attori, bravi non bravi, mediocri.

 

Di spettacoli la vita odierna ne offre molti, sono scene che vengono da lontano, quasi sempre di morte, di devastazioni. Ma anche spettacoli gratificanti, come la solidarietà tra bambini e donne in difficoltà. Dal latino spectaculum, da spectare, guardare, significa anche ciò che colpisce o impressiona in quanto straordinario. All’alba, quando mi alzo nel silenzio della casa, osservo dalla finestra uno spettacolo da sogno: un’alba rosata, con scie di gradazioni di colori. Capita a volte di emozionarmi, di fronte a questo teatro della natura. Oppure quando vedo due litigare, in televisione, specie se politici, mi dico «Che spettacolo, che divertimento!».

E se il presidente del Consiglio si esibisce in smorfie, o si lancia in striduli acuti e l’avversario brandisce una penna come se avesse un coltello, mi diverto, come a teatro. È bello vedere giocare Sinner, quando sfodera un rovescio che pare un eroe greco, quando sorride con quei capelli rossi che smentiscono Verga quando dice: «Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo». A volte però lo spettacolo è sconcertante, ributtante, doloroso: come le immagini che hanno fatto il giro del mondo di Ilaria Salis, detenuta in un carcere in Ungheria. Portata in aula con mani e piedi incatenati, tenuta al guinzaglio come un cane, è stato uno spettacolo che ci riporta indietro negli anni, alla degradazione che avveniva nei campi di sterminio. Non sempre la vita è uno spettacolo. Possiamo almeno evitare che diventi un circo, scrive una voce anonima su facebook.

Qui non si tratta neppure di circo, che seppur in modo buffonesco, offre spettacoli che divertono, qui c’è la rappresentazione dell’assenza totale del rispetto dei diritti del cittadino. E non è accettabile sentir dire che ogni nazione ha il suo modo di punire ed è sovrana, perché l’Ungheria fa parte dell’Europa. E questo pesa ancora di più.

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