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«Il Tanaro torni ad essere la spiaggia degli albesi» nuove idee per valorizzare il Parco Tanaro

Il polmone verde di Alba si chiama Parco Tanaro, ma pochi albesi lo sentono come un luogo dove poter trascorrere i momenti di svago. Si tratta di una vasta area verde che corre lungo gli argini, sfruttata dai runner per i loro allenamenti e dai padroni dei cani per far sgambare gli amici a quattro zampe. Fino a qualche anno fa ospitava il festival “Tana(ro) libera tutti”, ma la manifestazione è caduta nel dimenticatoio, a causa dei troppi costi da sostenere.

Allo stesso modo è naufragata anni fa l’altra iniziativa social musicale “Tanarito Beach”. Per il resto nella zona continua ad esserci il campo didattico di Golf ed alcuni degli impianti sportivi del centro storico (la bocciofila, il Coppino, il Palatanaro e il campo per il rugby), mentre lo skate park è caduto nel dimenticatoio, sostituito da quello realizzato all’H-Zone. Da una breve chiacchierata fatta con Roberto Cerrato è emersa l’idea rendere il parco una zona per tutti, vivere il fiume, che nei tempi passati era “la spiaggia degli albesi”. Questo non significa urbanizzare la zona (non sarebbe possibile, visto che siamo in zona di esondazione), ma di renderla affascinante agli occhi della gente. Ma come fare? Forse l’aspetto naturalistico potrebbe essere quello più interessante.

A tal proposito arrivano le riflessioni del professor Ivo Cavallo (del Liceo Da Vinci). In occasione di un sopralluogo effettuato con gli allievi è nata una discussione, sfociata in una proposta interessante. «Il parco – ha spiegato il professore – è ben allestito e gestito con cura dal comune di Alba, come hanno potuto constatare di persona gli allievi, ciò nonostante sarebbe possibile apportare alcuni semplici miglioramenti. Alcune zone marginali soprattutto ai piedi della collina sono in piccola parte adibiti a prato misto di fiori per api e ci sono anche due casette tutte per loro, da qui parte la proposta: perché non estendere ulteriormente quest’area di prato misto a fiore – facendola diventare un’oasi non solo per le api, ma anche per altre specie di insetti volatili impollinatori come ad esempio le farfalle?

Si otterrebbe un duplice risultato: il ritorno progressivo delle farfalle e l’aumento della biodiversità in quantità e in qualità con l’utilizzo di sementi da fiore che si possono trovare a basso costo». I ragazzi che hanno partecipato all’uscita didattica hanno inoltre sottolineato come i vegetali abbiano un ruolo importante nella cessione dell’acqua nell’atmosfera attraverso il processo della traspirazione: aumentare la biodiversità anche nei parchi cittadini significherebbe assicurare l’efficienza del ciclo naturale dell’acqua nel tempo per le future generazioni.

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