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Il sogno di tanti italiani? Lavorare alla Ferrero

Ferrero, Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%) e Automobili Lamborghini sono i migliori datori di lavoro secondo la percezione dei lavoratori italiani. Le tre aziende hanno ottenuto il Randstad Employer Brand 2022, riconoscimento assegnato dalla Randstad (agenzia che fornisce servizi legati al lavoro temporaneo, ricerca e selezione personale, permanent placement e programmi formativi). Esso si basa sui risultati della ricerca che misura il livello di attrattività percepita da parte dei potenziali dipendenti, secondo cui sono l’atmosfera di lavoro piacevole, l’equilibrio lavoro-vita privata e una buona retribuzione i tre fattori più importanti nella scelta del datore di lavoro.

Un’indagine che conferma il fenomeno delle “grandi dimissioni” in Italia: un lavoratore su dieci ha cambiato azienda nella seconda metà del 2021 e ben il 25% prevede di farlo entro i prossimi sei mesi. E svela come il futuro del lavoro sia necessariamente ibrido: se oggi il 37% dei dipendenti italiani opera da remoto, il 96% di chi è in smart working continuerà a esserlo nei prossimi mesi, anche se in minor misura.

L’Employer Brand Research è stato realizzato da Randstad intervistando in Italia 6.590 persone di età compresa tra i 18 e 64 anni, tra studenti e occupati e non occupati, sull’attrattività di 150 potenziali datori di lavoro. A livello globale, l’indagine è svolta in 31 diversi Paesi con un sondaggio indipendente (nessuna azienda si può iscrivere volontariamente per partecipare) che coinvolge quasi 163.000 rispondenti e 5.944 aziende.

«In un periodo di grande trasformazione del mondo del lavoro, tra ripresa post Covid e l’affermarsi di fenomeni di massa come quello della “great resignation”, l’Employer Brand Research offre una fotografia puntuale sui desideri dei lavoratori italiani e le sfide delle aziende per attirare i migliori talenti – afferma Marco Ceresa, group ceo di Randstad -. In base alla ricerca, i datori di lavoro devono valorizzare nell’offerta di employer branding un giusto “clima” di lavoro e attento worklife balance, senza dimenticare stipendi competitivi e opportunità di crescita e formazione. Nella percezione degli italiani, le aziende vincitrici, tre grandi esempi del made in Italy, sono i datori di lavoro ideali grazie ai punteggi ottenuti nelle diverse dimensioni dell’indagine».

I Top Employers. Per gli italiani, in cima alle preferenze come potenziale datore di lavoro c’è Ferrero, che tra diversi fattori di Employer Value Proposition analizzati presenta la migliore performance per sicurezza del posto di lavoro e ottimi posizionamenti per atmosfera di lavoro piacevole e worklife balance. Al secondo posto, Thales Alenia Space, con risultati di eccellenza in particolare per contenuto di lavoro interessante e in generale buoni risultati nella media. In terza posizione, Automobili Lamborghini, che ottiene il primato per visibilità del percorso di carriera ed è tra le migliori per reputazione, retribuzioni e benefits, sicurezza del posto di lavoro. Ma si segnalano anche Ferrari, miglior datore per atmosfera di lavoro piacevole, retribuzione, contenuto di lavoro interessante e reputazione, Eli Lilly per equilibrio vita lavorativa e privata, Amazon per solidità finanziaria, Accenture per possibilità di lavorare da remoto, Pietro Fiorentini per impegno nel “give back” alla società.

«Siamo molto orgogliosi di essere ancora una volta l’azienda più desiderata in Italia come datore di lavoro e ringraziamo Randstad per questo importante riconoscimento e tutti coloro che continuano ad avere fiducia in Ferrero” – sostiene Deborah Zago, head of Hr Business Unit Italia per Ferrero –. Nonostante la pandemia e l’instabilità socio economica globale, la nostra azienda ha continuato a crescere in Italia e all’estero rafforzando ulteriormente la sua leadership tra le aziende del largo consumo nel panorama internazionale. Tutto ciò è stato possibile non solo grazie all’innovazione continua dei nostri prodotti e all’acquisizione di nuove aziende nel contesto internazionale ma soprattutto grazie a una strategia che pone sempre al centro le proprie persone».

Cosa cercano gli italiani. Secondo la ricerca, i fattori più importanti nella scelta del datore di lavoro per gli italiani sono l’atmosfera di lavoro piacevole e l’equilibrio tra lavoro e vita privata (entrambi identificati dal 65% dei lavoratori), seguiti a poca distanza da retribuzione e benefit (61%). Poi vengono la sicurezza del posto di lavoro (58%) e la visibilità del percorso di carriera (54%). Questi fattori non coincidono con quanto offerto dalle aziende, che – secondo la percezione dei lavoratori – puntano invece soprattutto su stabilità/solidità finanziaria, ottima reputazione e sicurezza del posto di lavoro.

Propensione a cambiare. L’11% dei lavoratori italiani ha cambiato datore di lavoro nella seconda metà del 2021, in particolare giovani sotto i 34 anni e profili con alto livello di istruzione. Ma sorprende il dato del 25% che prevede di cambiare lavoro entro 6 mesi, soprattutto lavoratori under 55. I canali più utilizzati da chi cerca un nuovo lavoro sono le Agenzie per il lavoro (per il primo anno al primo posto, con il 26% delle preferenze), LinkedIn (25%) e i contatti personali (24%), seguiti dai portali del lavoro come Indeed o Monster (20%), la ricerca su internet tramite Google (19%), Infojobs (18%), Subito.it (16%), i social media (16%), i siti internet delle aziende (14%).

Formazione. Quasi due lavoratori italiani su tre (il 65%) ritengono la crescita professionale molto importante. E ben l’80% considera fondamentale che il datore di lavoro offra possibilità di riqualificazione/miglioramento delle competenze. Ma, secondo i dipendenti, meno della metà dei datori di lavoro (47%) offre sufficienti opportunità di formazione. Una conferma dell’importanza di reskilling-upskilling viene dal 72% di lavoratori italiani che rimarrebbe con il proprio datore di lavoro se gli fossero offerte opportunità di formazione.

Effetto Covid. Il 36% dei lavoratori italiani ritiene che il suo lavoro e la sua carriera oggi siano più importanti a causa degli eventi mondiali del 2021, Covid in primis. Una percentuale nettamente superiore alla media europea (26%), con un’incidenza più alta tra i giovani fino a 35 anni e altamente istruiti. Il 30% ritiene che il proprio atteggiamento nei confronti del lavoro sia cambiato in modo positivo negli ultimi 12 mesi.

Smart Working. In Italia il 37% dei lavoratori intervistati opera attualmente da remoto, contro il 50% del 2021. Tra chi non lavora da remoto, c’è un 26% per cui è impossibile o non è consentito per il tipo di attività o mansione. Praticamente tutti – il 96% – quelli che lavorano da remoto credono che continueranno a farlo nei prossimi mesi, anche se non nella misura attuale. Tra questi, il 78% si aspetta un misto da remoto e presso la sede (nella misura 20-80%), il 18% lavorerà da remoto almeno nove decimi del tempo, il 4% si aspetta si lavorare da remoto al massimo un decimo del tempo.

Worklife balance. Per sostenere e mantenere un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, gli italiani chiedono soprattutto flessibilità del lavoro (indicata dal 42%, soprattutto le donne) e poi tre azioni alla stessa importanza: benefits (34%), agevolazioni (34%) e sviluppo di carriera (31%). Mediamente, i dipendenti hanno già intrapreso almeno un’azione per migliorare il loro worklife balance, nella maggioranza dei casi (22%) ha aumentato il lavoro da remoto, mentre il 18% lavora in fasce orarie più flessibili (18%).

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