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Il Sindaco Carlo Bo presenta il nuovo progetto della Casa della Saluteal san Lazzaro di Alba

ALBA – La Casa della Salute è, in questo momento, il tema sul quale è più attivo il confronto tra opposizione e    maggioranza. Non sono infatti mancate le occasioni, specialmente nelle sedute di Commissione, in cui i commissari di “Uniti per Alba” hanno chiesto notizie in merito al progetto, ai tempi di realizzazione e alle risorse necessarie per portalo a compimento.

“In questi giorni – commenta il sindaco Carlo Bo – ho più e più volte preso atto di queste richieste che, sia ben chiaro, sono lecite e doverose da parte dell’opposizione. Ciò detto mi è venuta in mente una considerazione, pure questa legittima. Come mai scopriamo adesso che il San Lazzaro non c’è più? Come mai, dal dicembre 2005 (anno in cui venne ufficialmente posata la prima pietra del nuovo ospedale) a nessuno è venuto in mente che, prima o poi, a Verduno ci saremmo andati? E sono passati 15 anni. In cui il “problema” è stato nascosto sotto il tappeto. Adesso i consiglieri d’opposizione sono molto ansiosi, ma non ricordo grandi iniziative sulla questione del futuro del San Lazzaro nei dieci anni in cui hanno governato la città. Futuro che, come stiamo vedendo, impatta in modo drammatico sulle attività economiche di cui l’ospedale era volano”.

Lasciamo da parte il confronto politico. C’è una notizia importante che si può dare nel merito della Casa della Salute?

“La notizia è una sola e, a mio avviso, è importante. Adesso possiamo dire ufficialmente che la Casa della Salute di Alba sarà allestita nell’ex ospedale San Lazzaro, nella parte moderna che verosimilmente sarà del tutto sacrificata per adeguare la struttura al nuovo utilizzo. La Casa utilizzerà una superficie di 4.500 metri quadrati con importanti interventi urbanistici anche nell’area esterna. La struttura sarà progettata per consentire l’attività dei medici di medicina generale che sarà integrata da personale Asl per consentire prestazioni infermieristiche, controlli di primo livello, prelievi ematici e valutazioni di tipo multidisciplinare. La “ratio” della Casa della Salute è quella di un presidio dove i cittadini potranno ottenere consulenze, prestazioni relative alla medicina di base o ad un primo livello d’assistenza che faccia da “filtro” al pronto soccorso e agli ambulatori del Michele e Pietro Ferrero”.

Come sarà finanziata la realizzazione della Casa della Salute di Alba?

“E’ una variabile molto difficile da risolvere e ci sono voluti molti incontri e preoccupazione per capire come affrontare la situazione. Non posso dare dettagli precisi in una fase in cui stiamo definendo la struttura giuridica che si occuperà di trovare i finanziamenti  (ne faranno parte la Regione, la Fondazione CRC, l’Asl Cn2 e un ente regionale specifico) necessari per la realizzazione dell’opera. In questo senso possiamo dare un’altra notizia: che dopo molto lavoro e molte ipotesi siamo in dirittura d’arrivo anche per quanto attiene al soggetto giuridico responsabile della parte finanziaria. In sei mesi abbiamo fatto grandissimi passi avanti dopo 15 anni di immobilismo per realizzare un’opera indispensabile anche sul tema del risanamento economico dell’area nel centro cittadino”.

Si può parlare di date e di soldi?

“In questo momento sarebbe da irresponsabili. La situazione è per molti versi analoga a quella del terzo ponte. Possiamo indicare qualunque cifra (per la Casa della Salute circolano voci di un impegno da 40milioni ndr) ma allo stato sarebbero numeri e date del tutto approssimativi. Si sono fatti passare anni e anni in silenzio e adesso hanno tutti fretta”.

Cosa replica agli scettici che temono che il Terzo ponte, la Scuola infermieri, il Mudet e la Città della Salute potrebbero essere un osso troppo grande da rodere. Già si parla di “roboanti annunci” non seguiti dai fatti?

“Replico – conclude Carlo Bo -con un argomento molto semplice. Sono tutte infrastrutture di cui la città ha assolutamente bisogno per gli anni a venire. E sono certo che, se non si parte con un primo passo, non si farà neppure un metro per raggiungere questi obiettivi. Sono perfettamente consapevole che non sarò io a tagliare questi nastri… altro che roboanti annunci. Forse il problema per cui ad Alba, ma anche in Italia, le infrastrutture viaggiano con grandissimo ritardo è che nessuno è disposto a rischiare di cominciare e consegnare le forbici ad un altro politico. Problema questo che io non ho. Mentre penso a creare i presupposti per dare alla città quei servizi e quelle infrastrutture di cui avrà bisogno in futuro. Ma se non si parte… semplicemente non si farà mai nulla”.

 

 

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