dal PiemonteEconomia & Lavoro

Il settore carni resta in crisi e invoca un rilancio dalla Regione

Enormi aumenti di soia e mais mettono a rischio un comparto di grande importanza per il Piemonte

L’aumento enorme dei prezzi delle materie prime, in particolare soia e mais, che sta mettendo in ginocchio le aziende già provate da lunghi mesi di pandemia, è stato al centro delle preoccupazioni espresse da una rappresentanza di allevatori alla Regione Piemonte, nell’incontro con la Giunta organizzato da Asprocarne, Consorzio Carni Qualità Piemonte e Associazione del­l’industria di macellazione Assitama.

Sono stati ricevuti dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa. Il presidente del Consorzio Carni Qualità Marco Favaro: «I prossimi mesi saranno decisivi sul fronte della riforma Pac 2023/2027, chiediamo un forte impegno nella conferenza Stato-Regioni per sostenere il comparto produttivo del bovino da carne, che vede il Piemonte primo in Italia per numero di capi allevati».

Antonio Pavesio consigliere di Assitama: «In questa fase così incerta risulta, inoltre, fondamentale sostenere il settore agroindustriale aprendo entro fine anno un nuovo bando a valere sulla Misura 4 sottomisura 4.2 del Psr regionale. Un bando che preveda l’opportunità di partecipazione per il settore carne bovina, in modo tale da agevolare nuovi investimenti strutturali e tecnologici in grado di creare opportunità di mercato anche internazionali». Per queste organizzazioni, a cui fa riferimento circa il 50% della produzione regionale, serve un piano di azioni coordinato sui diversi livelli istituzionali: europeo, nazionale e regionale. Il governatore Alberto Cirio ha risposto: «E’ necessario affrontare il tema in modo sistematico e ringrazio Asprocarne per gli spunti che ha voluto condividere con noi oggi. Dobbiamo cambiare le misure di sostegno all’agricoltura, perché i Piani di sviluppo rurale messi in campo negli ultimi 30 anni in Piemonte sono stati una fotocopia.

Adesso è tempo di voltare pagina, dando risposte diverse. Siamo in un biennio di transizione, ma lavoreremo affinché il prossimo Piano di sviluppo rurale sia scritto insieme agli operatori del settore. Le risorse economiche in Europa ci sono, dobbiamo fare in modo di portarle in Piemonte e sulle azioni che sono necessarie per il nostro territorio».

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