L’ingresso in seminario rappresentava una delle principali vie di riscatto sociale, culturale ed economico nel mondo rurale delle Langhe e del Roero tra il XIX e la prima metà del XX secolo. In una società contadina segnata dalla povertà e dalla durezza del lavoro nei campi, la scelta di avviare un figlio alla vita ecclesiastica (spesso il secondogenito) garantiva un futuro sicuro, l’accesso all’istruzione e un grandissimo prestigio per l’intero nucleo famigliare. Il Seminario non era solo un edificio religioso, ma una vera e propria cittadella autosufficiente, progettata per isolare i ragazzi dal mondo esterno e modellarne lo spirito e la mente. Si divideva in due blocchi. Il primo era il Seminario Minore che accoglieva i ragazzi più giovani, spesso già a 10-11 anni, dopo le elementari, per gli studi ginnasiali. Il secondo era il Seminario Maggiore riservato ai giovani adulti per gli studidi Filosofia e Teologia, che precedevano l’ordinazione sacerdotale.
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