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Il ricordo di Amilcare Merlo da parte di tutta Confindustria

Gli industriali della provincia di Cuneo piangono la scomparsa di Amilcare Merlo, fondatore con la sorella dell’azienda leader del mercato delle macchine operatrici telescopiche

Il mondo dell’imprenditoria cuneese ha perso oggi uno dei suoi esponenti più apprezzati e conosciuti, il cui cognome è diventato il nome per antonomasia delle macchine operatrici telescopiche. Alla soglia degli 88 anni è mancato Amilcare Merlo, tra gli industriali più appassionati e lungimiranti del nostro territorio, capace di costruire e far crescere, insieme alla sua famiglia, l’omonimo gruppo con sede a San Defendente di Cervasca. Risulta difficile riassumere l’importanza che il Cavalier Merlo, anche vicepresidente di Confindustria Cuneo, ha avuto per il mondo dell’impresa e non solo, come altrettanto ardua sarebbe l’impresa di elencare tutti gli incarichi che ha ricoperto e i riconoscimenti che gli sono stati assegnati negli anni.  Ad accomunare gli obiettivi raggiunti e i meriti che gli sono stati tributati c’è l’immutata volontà di mettere le proprie capacità tecniche al servizio di progetti innovativi nel campo della meccanica che lo ha accompagnato sino all’ultimo. Un impegno imprenditoriale che ha avuto ripercussioni positive sul territorio sia direttamente, per i livelli occupazionali garantiti dalla sua azienda, ma anche indirettamente, per i diversi tavoli sui quali si è speso, a partire dall’aeroporto di Cuneo-Levaldigi. Un legame forte con il territorio che ha trovato conferma anche nelle scelte industriali, dal momento che pur crescendo in dimensioni e aprendo filiali in diverse parti del mondo, la Merlo ha sempre tenuto il proprio cuore produttivo a San Defendente di Cervasca, creando anche un Centro Formazione e Ricerca che rappresenta un’eccellenza nel settore a livello nazionale.

«Lo ricordo come un uomo straordinario, sotto l’aspetto imprenditoriale ma non solo, un uomo che ha fatto tanto per la sua terra, in parte anche nel più rigoroso riserbo – commenta il presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola  –. Il cavalier Amilcare è stato un uomo che con il suo sorriso, il suo calore, la sua passione e soprattutto la sua presenza ha saputo unire il nostro territorio. Ogni volta che mi confrontavo con lui, agli apprezzamenti per quello che era stato ottenuto, faceva seguire immediatamente l’invito ad andare avanti per fare ancora di più, “perché questa provincia lo merita”, diceva. Oggi se ne va una figura importante, che era un riferimento per tanti, me compreso. I valori che ci lascia solo un sigillo simbolico, che si unisce a quello materiale, attribuitogli dalla Camera di Commercio. Valori che la sua famiglia, come anche noi, guarderemo sempre con ammirazione, continuando ad onorarli e a lasciarci ispirare da loro».

Così lo ricorda Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte: «La scomparsa di Amilcare Merlo è una grande perdita per il nostro Piemonte e per l’imprenditoria italiana. La cultura del fare e la sua attenzione ai più deboli si intrecciavano alla responsabilità sociale verso tutti i suoi dipendenti. Valori che alla base avevano il rispetto per il lavoro di tutti. Un grande insegnamento, che portiamo con noi».

È un legame professionale, ma anche personale quello che unisce il direttore di Confindustria Cuneo, Giuliana Cirio ad Amilcare Merlo: «Oltre ad essere vicepresidente di Confindustria Cuneo e quindi rappresentare un riferimento all’interno dell’associazione, nei miei confronti ha sempre avuto un atteggiamento quasi paterno. Al termine di ogni chiacchierata, mi guardava negli occhi e mi diceva “Noi ci siamo capiti”, nascondendo dietro questa confidenza il segreto di come si fa impresa, una testimonianza che voleva lasciare all’associazione, da lui frequentata con assiduità. Confindustria Cuneo era casa sua e lo è stata sino alla fine. Solo due settimane fa, in occasione dell’ultima riunione della Sezione Meccanica di Confindustria Cuneo, essendo lui ricoverato in ospedale, ha voluto che lo mettessi in vivavoce per salutare tutti gli imprenditori presenti e si è fatto promettere che al termine dell’incontro lo avrei chiamato per condividere con lui i contenuti emersi. È un piccolo aneddoto che spiega perfettamente chi è Amilcare Merlo: un industriale che è stato tale sino all’ultimo giorno della sua vita».

 

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