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Il ricordo della morte di Duccio Galimberti, eroe nazionale della Resistenza

La commemorazione ricorre sabato 3 dicembre a Cuneo. Le parole del presidente Robaldo.

CUNEO – Sabato 3 dicembre ricorre il 78° anniversario della morte di Tancredi Duccio Galimberti, eroe nazionale della Resistenza. Alle commemorazioni che si svolgono a Cuneo si unisce anche la Provincia. “Nel mio ufficio – dice il presidente Luca Robaldo – accanto alla foto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’è quella di Galimberti, in onore di una delle principali figure della Resistenza in Piemonte”.
Mazziniano convinto, Galimberti fu tra i promotori del movimento di resistenza cuneese. Celebre il suo discorso proclamato dal balcone del suo studio di avvocato sulla piazza che oggi ha preso il suo nome. Il 26 luglio 1943, a poche ore dalla notizia della caduta del governo Mussolini, Galimberti disse: “Sì, la guerra continua fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano”. Si rifugiò poi sulle montagne delle valli Gesso e Grana e curò l’organizzazione delle unità partigiane da cui sarebbero nate le Brigate Giustizia e Libertà del Cuneese, fino a diventare comandante di tutte le formazioni del Piemonte e loro rappresentante nel Comitato militare regionale. Arrestato il 28 novembre 1944 a Torino, fu interrogato a morte nella caserma delle brigate nere di Cuneo, senza rivelare informazioni sulle formazioni partigiane della montagna cuneese. Il suo corpo fu abbandonato ai margini di un campo nei pressi di Centallo, dopo aver inscenato una finta fucilazione.

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