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Il rettore Andrea Pieroni e il presidente dell’UNISG Carlo Petrini salutano le matricole e gli studenti

“Siate responsabili, rispettate la diversità, tessete relazioni e convivenze”, le parole di Petrini alle 133 matricole da 16 paesi in aula a Pollenzo per l’inizio dei corsi

Un benvenuto ai nuovi studenti e a quelli che hanno ripreso i loro corsi arrivati da tutto il mondo all’insegna dei concetti di responsabilità, ricchezza della diversità biologica e umana e dell’importanza delle relazioni che a Pollenzo si intrecciano.

Questi i punti chiave degli interventi del rettore Andrea Pieroni e del presidente dell’UNISG Carlo Petrini, affiancati da Camilla Bondioli, rappresentante degli studenti, martedì 22 settembre per l’inizio dei corsi all’Università di Scienze Gastronomiche.

Nell’aula pollentina, all’insegna del rispetto delle normative Covid-10, vi erano le 89 matricole del corso di laurea Triennale e le 44 matricole del corso di laurea Magistrale: in arrivo da Italia, Argentina, Austria, Corea, Cuba, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Giordania, Israele, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Svizzera e Zimbabwe.

Il rettore Pieroni ha così esordito: “Per noi questo è un nuovo inizio e dobbiamo essere pieni di entusiasmo ed essere responsabili. Questa università è per chi come voi vuole trasformare in meglio la società attraverso i cambiamenti nel mondo del cibo. Essere responsabili significa non solo seguire le istruzioni, ma avere rispetto per i più deboli e per le minoranze. La minoranza è segno di ricchezza e diversità: il cibo è l’esempio più iconico della diversità. Ogni cultura ha cibi diversi, diversi ingredienti e diversi modi di trasformare e consumare. Ecco perché diciamo che il cibo rappresenta una diversità bioculturale. Siamo felici di avervi qui a studiare, e vogliamo che la nostra Università sia una moderna agorà, un luogo di discussione. La discussione crea il lievito e alla fine si avrà un buon pane. Non sarà un anno facile. Siamo responsabili insieme e prendiamoci cura dei più deboli. Noi siamo qui per accompagnarvi in questo cammino, un pezzo di strada che condividiamo e percorriamo insieme”.

Carlo Petrini ha successivamente salutato le matricole con una esortazione ad essere animati dalla passione: “Siamo al 17° anno di inizio dei corsi dell’Università di Scienze Gastronomiche: oggi sono circa 3000 gli ex allievi usciti da Pollenzo e sparsi in 90 paesi del mondo e ne siamo fieri. Le contingenze attuali ci chiedono di essere responsabili e rispettosi dei comportamenti: sono certo ricorderete questo inizio con mascherine e distanziamento per tutta la vita. Siete la prima generazione di studenti di Pollenzo post-Covid e potrete raccontare questa avventura. Qui lentamente imparerete la cura e il valore dei beni comuni e dei beni di relazione: e qui in quest’aula si stanno generando relazioni che conserverete per tutta la vita.

Tutti noi abbiamo una missione: riportare al centro una gastronomia che non sia un privilegio, ma sia per tutti. Oggi l’umanità intera è davanti a tre grandi crisi: la crisi economica, la crisi climatica e la crisi pandemica. Tutte tre irrisolte ad oggi. Servono quindi nuove idee perché non si uscirà da queste crisi come prima. Dovranno cambiare i comportamenti individuali e collettivi. Chi opera come noi sul fronte alimentare deve avere la capacità di portare avanti queste idee in ogni settore specifico: sia esso contadino, ristoratore, produttore, comunicatore del cibo. La multidisciplinarietà delle professioni che sono maturate in questa università è grande: abbiamo alumni che lavorano nelle grandi organizzazioni internazionali, che sono docenti universitari, produttori agricoli, altri che lavorano per una nuova distribuzione alimentare. Sono studenti che hanno passione. Senza passione non si va lontano”.

A questo proposito Carlo Petrini ha voluto portare l’esempio di Duncan Okech, orfano e bambino di strada cresciuto in Kenya, oggi laureato in Scienze Gastronomiche a Pollenzo che lavora in una cooperativa agricola in Sicilia, e autore del libro autobiografico “Tieni il tuo sogno seduto accanto a te”.

Infine il presidente dell’UNISG ha congedato le matricole con un invito a praticare la convivenza: “Siete chiamati alla convivenza che è un valore che porterete con voi tutta la vita: per questo inizio abbiamo fatto tutto il possibile per ripartire in presenza. Facciamo uno sforzo riconoscendoci dagli occhi e creiamo rapporti interpersonali. Gioite per voi e fate gioire gli altri. Buon anno!”.

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Redazione Corriere

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