BRADal Comune

Il Post elezioni porta tensioni anche in consiglio comunale a Bra

BRAQuesta volta non c’era Fabio Bailo alla presidenza e così, sebbene in seconda battuta, Annalisa Genta ha potuto svolgere un intervento borderline rispetto al regolamento del Consiglio di Bra per le comunicazioni. Si tratta della parentesi introduttiva in cui i membri dell’assemblea possono parlare di questioni non all’ordine del giorno. Tra queste molte sono precluse, tra le altre quelle «estremamente politiche» – come le ha definite Sergio Panero, esponente del centrodestra di minoranza chiamato a dirigere l’aula in assenza del presidente titolare di centrosinistra.

Genta è stata fermata una prima volta, appunto perché virava sul politico, ma è tornata alla carica dopo gli interventi di Maria Milazzo (Pd), Davide Tripodi (Bra Domani, altra lista civica di minoranza) e Bruna Sibille (Pd). Quest’ultima, alla quale sempre su indicazione di Panero Genta infine si è riferita «senza chiamarla per nome» ma come «ex sindaco», è stata bersaglio dell’accusa dell’unica esponente di Fratelli d’Italia eletta in Municipio. Ripresa la parola invocando di considerare «il mio intervento una comunicazione, perché il centrodestra domenica alle elezioni ha vinto e questa è una notizia di cui prendere atto», Genta ha giustificato la fretta, l’impossibilità di rinviare a fine seduta con «la necessità di lasciare il prima possibile» la riunione tuttora in corso, causa «un’udienza che non posso delegare» nella sua professione di avvocato. Quindi, dopo aver ricordato il 28,54% attribuito dai braidesi recatisi alle urne il 25 settembre alla formazione di Giorgia Meloni, ha parlato di «successo della nostra leader ma anche nostro, dell’impegno locale che è stato un valore aggiunto». Ha proseguito: «Proprio l’affermazione di una donna come la Meloni dovrebbe farvi porre attenzione. In primo luogo quando una donna parla. L’attenzione la paventate a livello globale (Milazzo e Sibille avevano espresso accorata solidarietà alle iraniane represse dal regime degli ayatollah), ma poi mancate nei confronti del vicino di casa o del consigliere vicino di banco. Che magari non è della vostra parte politica ma vi rispetta. Vi invito a fare un esame di coscienza, soprattutto la consigliera Sibille», anche lei candidata al Senato, spesasi in campagna elettorale nonostante una posizione che la poneva in lista senza speranze di ambire a Palazzo Madama. Secondo Genta, Sibille «in questi anni non ha dimostrato» di avere «il rispetto per le donne nell’anima». Ha proseguito: «C’è chi continua ad alimentare un clima d’odio. Il fatto che ora ci sia una donna al governo (o meglio, probabilmente ci sarà) dovrebbe farvi pensare che non sia un caso. Dovremmo tutti collaborare per il bene comune. Affrontarsi a contrasto non porta successo, non lo ha portato alle elezioni e ai numeri della nostra città».

Ha concluso l’ex candidata a sindaco del centrodestra: «Ringrazio i braidesi, sono contenta del risultato elettorale ma lo sarei molto di più se vedessi più collaborazione tra le persone e le donne».

Né Sibille né altri consiglieri/e hanno replicato. 

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