dal PiemonteSanità

Il Piemonte riforma la residenzialità psichiatrica

Approvata dalla Giunta regionale, su proposta degli assessori alla Sanità Luigi Genesio Icardi e al Welfare Chiara Caucino. la riforma della residenzialità psichiatrica.

Un atto che mette al centro il progetto di cura dei pazienti, garantisce attività di risocializzazione e inserimento sociale, introduce il principio della scelta del luogo di cura, sancisce il riconoscimento delle associazioni di utenti e familiari, supera sette anni di contenziosi legali fra associazioni di familiari e utenti con la Regione Piemonte.

Saranno i pazienti e le loro famiglie a scegliere la struttura, la Regione interverrà con 7 milioni di euro l’anno per coprire una quota maggiore delle rette, rendendo meno onerosa la compartecipazione di famiglie ed enti locali.

“Ad inizio mandato abbiamo deciso di sospendere le delibere nr.29 e 43 perché l’impatto sociale da esse generato molto forte – ha affermato l’assessore Icardi illustrando il provvedimento in conferenza stampa – Il lavoro della Regione ha permesso di trovare un punto di incontro su un testo condiviso con tutto il mondo della psichiatria e con gli enti locali, e votato all’unanimità dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale. È stato un grande lavoro di studio di un mondo particolarmente complesso, che ha portato ad avere una revisione organica ed a dare una risposta più adeguata ai malati psichiatrici. Ci sarà un organismo composto da tutti i portatori di interesse che valuterà i correttivi che potranno essere fatti. Siamo davvero a una svolta di riordino complessivo della psichiatria piemontese, che mettiamo alla pari con tutti gli altri settori della sanità piemontese, dove la scelta del luogo di cura è già presente. È un passo avanti importante per una migliore tutela dei bisogni di salute e cura dei malati”.

Il capo di gabinetto della Presidenza Gian Luca Vignale ha messo in rilievo “l’aspetto fondamentale del metodo: provare a condividere un atto anziché imporlo è stato un vero cambio di marcia per mettere al centro i bisogni dei circa 2.500 pazienti psichiatrici piemontesi che necessitano di assistenza costante gravando il meno possibile sulle famiglie, in alcuni casi sollevandole dalla compartecipazione alle spese grazie al passaggio di alcune categorie di strutture residenziali dal comparto socio-sanitario a quello sanitario”.

La delibera introduce inoltre il riconoscimento dei diritti dei famigliari e delle associazioni di tutela, che potranno entrare nelle strutture, e istituisce un coordinamento dell’area psichiatrica regionale.

Particolare apprezzamento è stato espresso dalle associazioni Fenascop, Confcooperative, Agci Solidarietà, Legacoop sociali e dai rappresentanti delle associazioni di familiari ed utenti (ALMM, DIAPSI), intervenuti alla presentazione del provvedimento, che hanno sottolineato come si tratti di “un primo passo di un indispensabile percorso condiviso di trasformazione della cura, della riabilitazione e del reinserimento sociale in linea con i nuovi scenari”. Da parte loro il ringraziamento alla Regione per aver l’avvio di un nuovo percorso, nell’interesse dei pazienti, dei loro familiari e degli operatori del settore.

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Le principali novità della riforma

· Introduzione della libertà di scelta del luogo di cura e obbligo per ogni struttura di pubblicare la Carta dei servizi per consentire ai familiari dei pazienti di valutare la struttura più adeguata ai bisogni di cura.
· Istituzione di un unico Osservatorio regionale con compiti di gestione e di verifica al posto degli attuali sette e l’aggiornamento degli scaglioni delle spese di compartecipazione dell’utenza e dei Comuni alla retta giornaliera per le strutture a carattere socio-riabilitativo.
· Rafforzamento dell’attività di inclusione sociale e di potenziamento delle abilità dei pazienti: il 30% delle ore del personale è vincolato a queste attività.
· Riconoscimento delle associazioni di famigliari ed utenti più rappresentative, alle quali sarà consentito l’ingresso nelle strutture.
· A differenza della precedentedelibera n.29 viene resa sostenibile la compartecipazione degli utenti alla spesa.
· Gli utenti delle strutture residenziali psichiatrice per interventi socio-riabilitativi, con personale sulle 24 ore giornaliere, avranno un trattamento interamente sanitario.
· Tutti gli utenti con Isee sanitario da 0 a 15.000 euro non dovranno compartecipare alla spesa (la precedente delibera prevedeva invece la compartecipazione al 60% della spesa, circa 1.500 euro, per più di 1000 utenti).
· Istituzione, come richiesto dagli enti locali, di un fondo di compensazione per evitare particolari aggravi per le amministrazioni locali.
· Istituzione del Coordinamento area psichiatrica con Dipartimenti di Salute Mentale, enti locali, associazioni di famigliari, utenti ed associazioni delle imprese del terzo settore.

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