dal PiemonteEconomia & Lavoro

Il Piemonte registra un calo dei liberi professionisti

In Piemonte si sono perse in appena dodici mesi circa 4mila partite Iva, la diminuzione in percentuale è del 4,3

La crisi innescata dalla pandemia infligge un duro colpo al mercato libero professionale piemontese. Dopo dieci anni di crescita, in cui il comparto è stato l’unico a registrare il segno più, i liberi professionisti della nostra regione calano, in un solo anno, del 4,3% (ben oltre la media nazionale del 2,8%), passando dai 105mila del 2019 ai 101mila del 2020. È quanto emerge dal 3° Rapporto sulle libere professioni in Piemonte, lo studio realizzato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni, presentato l’altra settimana a Torino. «L’obiettivo di Confprofessioni è di tutelare la libera professione, spesso vissuta come privilegio. In realtà, i professionisti sono lavoratori come gli altri, che però in molti casi danno da vivere ad altri lavoratori» – ha commentato il presidente Walter Cavrenghi. Cifre e paragoni Osservando il decennio 2011-2020, alla crisi del lavoro autonomo tradizionale si è contrapposta la dinamica dei professionisti risultata in forte crescita, non solo in Piemonte (+6,2%,), ma anche nel Nord Ovest (+5,6%) e in Italia (+14,4%). Nella nostra regione sono aumentati i professionisti di area legale (+55%), amministrativa (+38%), sanitaria (20%) e dei servizi (22%). Segno negativo, invece, per l’area tecnica (-29%) e del commercio (-13%). Nel 2020 i professionisti piemontesi datori di lavoro sono oltre 15mila (+5,7% rispetto al 2019), in netta controtendenza rispetto al Nord Ovest (-9,4%) e all’Italia (-7%). Calano quelli senza dipendenti (-5,8%). Nel 2020, in Piemonte le professioniste rappresentano solamente il 22% nella fascia 55-64 anni e il 38% in quella 45-54 anni. Il gap si annulla, invece, nella fascia 35-44 anni con il 51% delle donne e il 49% degli uomini. Nel decennio 2011-2020 il numero dei professionisti con più di 45 anni passa dal 48% al 55%, naturalmente a sfavore degli under 44 che dal 52% scendono al 45%. L’analisi sui redditi dei liberi professionisti piemontesi evidenzia un forte divario tra gli iscritti alla Gestione separata Inps e quelli alle Casse di previdenza private associate ad AdEpp: 17mila euro per i primi contro 40mila euro per i secondi. Al di sopra della media nazionale, infine, il gender pay gap, il divario tra quanto incassa un uomo e quanto una donna. Se in Italia una libera professionista iscritta alle Casse private guadagna circa 20mila euro in meno rispetto a un collega maschio, mentre una libera professionista iscritta alla Gestione separata Inps circa 5mila euro in meno, in Piemonte, la prima ne guadagna circa 23mila euro e la seconda quasi 6mila in meno.

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