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Il Parco della Salute di Torino è una priorità: istituzioni unite per la realizzazione

Il Parco della Salute e della Scienza di Torino è un progetto prioritario per il futuro del Piemonte e tutte le istituzioni del territorio lavoreranno unite per garantirne la realizzazione. Sarà uno dei più importanti e strategici Poli in Italia per la cura, la formazione e la ricerca clinica e biomedica ed è confermato l’obiettivo di aggiudicare i lavori entro il 2022.

È una piena comunione di intenti quella emersa dalla riunione della cabina di monitoraggio di cui fanno parte Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino insieme ad Aou Città della Salute, Università e Politecnico di Torino. Convocata da presidente e assessore alla Sanità della Regione per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto, erano presenti il sindaco di Torino, il viceprefetto Brunella Favia, il direttore generale della Città della Salute Giovanni La Valle, il rettore del Politecnico Guido Saracco e, in rappresentanza dell’Università, il vicerettore Area Medica e direttore della Scuola di Medicina Umberto Ricardi e il vicerettore all’Edilizia Giuseppe Di Giuda.

Quattro i temi condivisi, a cominciare dall’importanza di proseguire con la realizzazione del progetto attuale. Nel nuovo Parco confluiranno Molinette, Cto (quest’ultimo insieme all’Unità Spinale parte dell’azienda sanitaria e fisicamente in continuità con la sua sede attuale) e Sant’Anna, mentre il Regina Margherita diventerà azienda sanitaria autonoma. Una decisione deliberata dalla Regione nel gennaio del 2020 e già recepita in sede di gara come unica modifica al progetto originario.

Secondo tema affrontato i posti letto e in generale l’offerta di cura sul territorio. Pur condividendo, infatti, l’importanza di proseguire con il progetto senza mettere in discussione il percorso approvato e andato in gara, le istituzioni sono tutte altrettanto concordi sulla necessità di avviare una riflessione parallela per assicurare a Torino e ai suoi cittadini un adeguato numero di posti letto per le patologie ad alta intensità che richiedono ospedalizzazione. Un tema questo che, dopo due anni di pandemia segnati dal bisogno costante di posti letto per garantire il diritto alla cura di ogni cittadino e delle criticità determinate dall’assenza di una adeguata rete di medicina territoriale, le istituzioni sanno di non poter ignorare. È stata quindi condivisa la volontà di lavorare insieme per fare in modo di potenziare ulteriormente non solo la rete ospedaliera del capoluogo piemontese e dei posti letto a sua disposizione, guardando anche alla nuova struttura che dovrà servire l’area di Torino Nord, ma anche la rete della medicina di territorio attraverso l’integrazione con il lavoro quotidiano dei medici di famiglia e le opportunità date dalla telemedicina e dalla tecnologia per la presa in carico delle patologie a bassa intensità di cura. Un nuovo modello di erogazione dell’offerta di salute è il presupposto che si ritiene indispensabile per abbassare dove possibile i livelli di ospedalizzazione, che in Piemonte sono tra i più alti in Italia. Proprio su questo tema verranno messe a disposizione le riflessioni e le previsioni di un gruppo interuniversitario di esperti che sarà individuato dai rettori.

Tra le priorità anche la valorizzazione dell‘ingresso nel Parco della Salute del mondo imprenditoriale, accanto a quello universitario, anche attraverso l’opportunità di individuare nuovi spazi da utilizzare, incluse le Arcate Ex Moi per la formazione innovativa. Sui rincari di materie prime ed energia il Piemonte proporrà un emendamento nazionale per adeguare i costi delle gare d’appalto. Anche in questo caso sarà consolidato il gruppo di lavoro creato dalle diverse istituzioni per predisporre un progetto integrato degli spazi associati alle diverse funzioni del Parco, anche con il supporto di esperti in project management.

Infine, è stato esaminata la necessità di garantire la gara d’appalto e l’avvio del cantiere di fronte all’eccezionale rincaro delle materie prime e dei costi dell’energia, provocati anche dalla guerra in Ucraina. Ad oggi sono in corso i lavori di bonifica dell’area avviati a fine settembre 2021 e, in base al cronoprogramma, la commissione di gara procederà alla valutazione dei progetti definitivi e delle relative offerte in autunno per giungere all’individuazione del vincitore entro la fine del 2022. Su questo aspetto Regione e Città della Salute hanno avviato da settimane un confronto con l’Anac, perché la situazione internazionale e le conseguenze sui costi di qualsiasi cantiere, imprevedibili quando la gara è stata avviata, rappresentano per tutti una forte criticità. Ciò che il Piemonte chiede è un meccanismo di riequilibrio analogo a quello che il Governo ha già approvato per le gare d’appalto lanciate a partire da fine gennaio di quest’anno, ma non previsto al momento per quelle che erano già in corso. Si è condivisa la volontà di proporre su questo tema un emendamento nazionale che, con il supporto dei parlamentari piemontesi, consenta con una clausola di salvaguardia di tener conto delle variazioni sui costi intercorsi dopo la pubblicazione di un bando di gara, senza necessità di indirne uno nuovo.

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