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Il Ministro Bianchi questa mattina ad Alba in occasione dei 200 anni dalla nascita di Michele Coppino

Oggi alle 12,30 il Ministro dell’istruzione ha partecipato ad Alba alla commemorazione dei 200 anni dalla nascita di Michele Coppino.

Al teatro sociale G. Busca, alla presenza di numerose classi di studenti albesi, il sindaco della città ha accolto il Ministro dell’istruzione e il governatore del Piemonte, in un evento organizzato assieme al Centro Studi Beppe Fenoglio e alla Famija Albèisa.

Dopo il benvenuto dell’assessore comunale all’Assistenza scolastica e all’istruzione, il presidente del Consiglio comunale albese ha ripercorso la figura storica del Ministro Coppino, il cui ricordo è stato poi arricchito dalle testimonianze degli studenti del liceo classico “G. Govone” Alessandro Damonte, Elisa Zito e Pietro Penna.

Il presidente del Centro Studi Beppe Fenoglio Riccardo Corino, partner dell’evento, ha ricordato lo scrittore albese di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, supportato dagli studenti Alessia Ranzone, che ha interpretato il racconto “Il Gorgo”, Rachele Sacco e Damiano Castellengo che hanno cantato “Over the Rainbow”, colonna sonora del romanzo “Una questione privata”.

La commemorazione si è chiusa con il dono al Ministro di due pubblicazioni della Famija Albéisa su Michele Coppino e sull’architetto Giorgio Busca.

Durante l’evento, il sindaco di Alba ha voluto ricordare come nell’orazione funebre Tancredi Galimberti definì Coppino uno dei più nobili esempi del volere è potere, un uomo fatto da sé che veniva da una famiglia di umili origini. Ha ripercorso la sua straordinaria carriera accademica che l’ha portato a diventare rettore dell’università, così come quella politica, in Parlamento per oltre 40 anni, più volte Presidente della camera e Ministro dell’istruzione. Infine, la sua lotta all’analfabetismo culminata con la Legge Coppino del 1877, con cui aveva introdotto la gratuità e obbligatorietà dell’istruzione. Senza i grandi uomini visionari del territorio come lui e Beppe Fenoglio, Giacomo Morra, Michele Ferrero, Giacomo Oddero, Alba e le Langhe non sarebbero quello che sono oggi.

Accorato anche il messaggio che il Ministro dell’istruzione ha voluto portare agli studenti in teatro, sottolineando come l’Italia sia uno strano paese che spesso dà di sé un’immagine peggiore di quello che è in realtà; un paese meraviglioso che fa fatica a ritrovare sé stesso. Secondo il Ministro, gli italiani si fanno mettendo assieme la lingua, condividendo le parole, accendendo il dialogo. Avere la parola significa non permettere che altri parlino per noi, poter condividere il nostro pensiero. Per questo c’è ancora bisogno di scuola: anzi, più di prima perché è il luogo in cui si cresce imparando la necessità di dialogo e solidarietà, ancor più oggi che soffiano nuovi venti di guerra.

 

Il governatore del Piemonte, invece, ha sottolineato la presenza sul palco del busto di Coppino, di solito custodito alle porte della sala del Consiglio comunale da dove assiste a tutti gli avvenimenti della vita cittadina. Oggi invece è stato portato in teatro per rimarcare che tutti noi dobbiamo conoscere la storia, sia quella globale sia quella della propria comunità. Bisogna rispettare la storia e le persone e ricordare che ciò che abbiamo deriva dal sacrificio e dalla lungimiranza di chi ci ha preceduti. Compito della politica e degli adulti è far crescere giovani di valore che sappiano competere a livello internazionale.

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