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Il Messaggio del Vescovo di Alba Brunetti: “Sono vicino alle famiglie con disabili”

Pubblichiamo il messaggio di monsignor Marco Brunetti, vescovo di Alba, in occasione della Giornata mondiale della disabilità, celebrata il 3 dicembre. La Chiesa locale è pienamente coinvolta in iniziative e progetti sul territorio.

Il 3 dicembre si celebra la Giornata mondiale per la disabilità, una situazione che riguarda molte persone e famiglie della nostra città e della nostra diocesi.

In questi anni ho avuto modo di visitare molte comunità o case famiglie sparse sul nostro territorio che svolgono un servizio prezioso a favore di tanti disabili e delle loro famiglie.

Sono convinto che il limite non limita per cui l’integrazione sociale di queste persone comporta mettere in risalto le attitudini di cui ciascuno di loro è portatore essendo diversamente abili.

La pandemia ha reso ancora più difficoltosa la vita di queste famiglie e persone con disabilità, talvolta costretti a rimanere chiusi in casa perché non era possibile andare a scuola o in centri diurni, spero che si possa fare il possibile affinché queste attività possano riprendere al più presto a pieno ritmo.

Un pensiero va alle famiglie che vivono l’ansia del “dopo di noi”, so che ci sono iniziative anche nella nostra città che prevedono di attrezzare una casa che possa diventare un luogo sicuro e familiare per coloro che si troveranno soli dopo la scomparsa dei loro genitori, penso al progetto della fondazione Emmaus a cui anche la diocesi ogni anno assegna un contributo per aiutarli a portare a termine il progetto.

Un grazie anche a tante altre associazioni che con grande difficoltà continuano a dare il loro contributo di vicinanza e di integrazione, penso alla Carovana con le belle esperienze che ogni anno organizza nella nostra casa a Valdieri, compresa quest’estate, nonostante la pandemia.

La nostra diocesi da alcuni anni organizza la Pasqua con i disabili nel tempo pasquale che ha visto aumentare di anno in anno la partecipazione in segno di amicizia e di scambio gioioso.

    Ribadisco che anche le nostre parrocchie debbano sempre più farsi inclusive a cominciare dall’abbattere le barriere architettoniche per usufruire la chiesa e i locali dell’oratorio e farsi accoglienti per la catechesi e le attività dei gruppi durante l’anno e in estate.

A questo proposito ricordo quanto a scritto da papa Francesco nel suo messaggio:

«Creare una parrocchia pienamente accessibile richiede non solo l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma soprattutto atteggiamenti e azioni di solidarietà e servizio, da parte dei parrocchiani, nei confronti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. La meta è che arriviamo a parlare non più di “loro”, ma solo di “noi”».

Il Convegno dello scorso anno organizzato nella nostra diocesi dal titolo “Quando la fragilità diventa forza” rappresenta un chiaro impegno di educazione e formazione per tutte le realtà parrocchiali e associative a essere pronti a vincere questa sfida culturale e a superare ogni forma di stigma.

Quest’anno non mi sarà possibile per via del Covid-19 visitare questi amici in occasione del Natale ma spero di recuperare appena possibile. A tutto il mondo della disabilità: disabili, familiari e operatori auguro un Natale ricco di speranza e amore.

Alba, 4 dicembre 2020

†Marco, vescovo di Alba

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Redazione Corriere

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