Il Liceo Classico Govone torna in Grecia per riscoprire le radici della civiltà

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Docenti e allievi delle terze liceo Classico davanti alla porta dei leoni a Micene.

ALBA – Dal 20 al 24 marzo le tre terze liceo del Classico “Govone” di Alba, che si preparano all’Esame di Stato, si sono recate in Grecia, dove la loro formazione è idealmente iniziata in quarta Ginnasio ed è proseguita per cinque anni. Gli studenti, accompagnati dal dirigente scolastico Roberto Buongarzone e dai docenti di storia dell’arte Ivana Capriolo, di italiano e latino Luca Franchelli e di storia e filosofia Laura Demichelis, hanno visitato Atene, con l’acropoli e i suoi musei, Delfi, “ombelico del mondo” e sede dell’oracolo più famoso dell’antichità, Micene e l’Argolide, che rappresentano gli albori della cultura greco-micenea, infine Epidauro con il suo splendido teatro, dove il prof. Franchelli ha recitato un breve passo di Pirandello. In questi luoghi i ragazzi hanno visto concretizzarsi davanti ai loro occhi tanti anni di studi, i miti più volte ripercorsi, le gesta cantate da Omero, le massime dei filosofi, l’affermarsi della politica, del pensiero occidentale e delle prime istituzioni democratiche.

 

L’ultimo giorno, all’ombra della stoà di Attalo, nell’agorà, luogo simbolo della democrazia ateniese, gli studenti hanno ascoltato una lezione multidisciplinare tenuta congiuntamente dai loro docenti: la prof.ssa Capriolo ha ricordato i principi essenziali dell’arte classica, che poneva l’uomo al centro dell’universo come misura di ogni cosa; il preside prof. Buongarzone ha declinato la storia delle istituzioni democratiche da Solone a Pericle, soffermandosi in particolare sul dovere di ogni polìtes (cittadino) di partecipare al governo della città (politéia); la prof.ssa Demichelis ha ricordato la figura di Socrate; il prof. Franchelli, attore e registra di teatro, ha infine recitato un brano dal celebre Discorso di Pericle agli Ateniesi tratto dal secondo libro delle Storie di Tucidide:

“Noi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia le costituzioni dei vicini, e non solo non imitiamo altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno. Quanto al nome, essa è chiamata democrazia, poiché è amministrata non già per il bene di poche persone, bensì di una cerchia più vasta: di fronte alle leggi, a tutti, nelle private controversie, è riservato uguale trattamento; e secondo la considerazione di cui uno gode per il fatto che si distingue in qualche campo, non tanto per il suo partito, quanto per il suo merito, viene preferito nelle cariche pubbliche; né, d’altra parte, la povertà, se uno è in grado di fare qualche cosa di utile alla città, gli è di impedimento per la sua bassa posizione sociale.”

È stato per tutti un conoscersi e un riconoscersi che resterà per sempre nella memoria degli allievi, che al primo ingresso nelle loro aule in quarta ginnasio hanno appreso il motto “Gnòthi sautòn”, “Conosci te stesso”, scolpito a Delfi sulla facciata del tempio di Apollo.

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