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Il Governatore Cirio incontra il Santo Padre: “La visita del Papa dà forza e speranza”

“Una visita che dà speranza in questo momento complicato che stiamo vivendo“: così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che con il vicepresidente Fabio Carosso ha incontrato brevemente Papa Francesco in Vescovado ad Asti prima che si recasse in Cattedrale per celebrare la Messa e recitare l’Angelus.

Cirio ha definito l’incontro “bello ed emozionante, soprattutto traspare l’affetto che lui ha per questa terra e verso questa regione. Ci ha detto che era dispiaciuto per aver creato scompiglio, gli ho risposto che non era assolutamente così, ed anzi che è stato un grande onore averlo qui. Gli ho chiesto di continuare a pregare tanto per noi e lui a sua volta ci detto ‘continuate anche voi a pregare per me’. E stata una pagina molto bella per il Piemonte, una pagina vera. La sua presenza è stata una presenza religiosa, istituzionale, ma anche molto personale. È un Papa che conosce il Piemonte ed è parte del Piemonte. Questo è il valore aggiunto della sua presenza, un momento che ci dà forza e speranza”.

La due giorni del Papa nella terra dei suoi avi, iniziata ieri con la visita privata per incontrare i parenti a Portacomaro e a Tigliole, si è conclusa con l’incontro con i giovani degli oratori e delle parrocchie astigiane. Allo stadio Bosia ad accogliere Papa Francesco c’erano 1.340 ragazzi della Pastorale giovanile, per un momento significativo nella ricorrenza della Giornata mondiale della Gioventù. Poi il ritorno in Vaticano.

Due giorni intensi ed emozionanti per la comunità astigiana, 29 anni dopo la visita di San Giovanni Paolo II, giorni indimenticabili che resteranno nella memoria e nella storia della città e del suo territorio.

In mattinata il Santo Padre, che ha trascorso la notte nel Vescovado di via Carducci, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Asti dal sindaco Maurizio Rasero. Poi l’arrivo in Cattedrale per la Santa Messa. Chiesa gremita di fedeli all’interno ed anche nella piazza antistante.

“Da queste terre mio padre è partito per emigrare in Argentina; e in queste terre, rese preziose da buoni prodotti del suolo e soprattutto dalla genuina laboriosità della gente, sono venuto a ritrovare il sapore delle radici – ha detto il Papa nell’omelia – Ma oggi è ancora una volta il Vangelo a riportarci alle radici della fede. Comincia sempre dall’indifferenza l’onda del male. Un contagio letale, una brutta malattia l’indifferenza – ha proseguito – L’onda del male si propaga sempre così: comincia dal prendere le distanze, dal guardare senza far nulla, dal non curarsi, poi si pensa solo a ciò che interessa e ci si abitua a girarsi dall’altra parte”. Per Papa Francesco “è un rischio anche per la nostra fede, che appassisce se resta una teoria e non diventa pratica, se non c’è coinvolgimento, se non ci si spende in prima persona, se non ci si mette in gioco. Allora si diventa cristiani all’acqua di rose, come ho sentito dire a casa mia, che dicono di credere in Dio e di volere la pace, ma non pregano e non si prendono cura del prossimo e anche non si interessano a Dio e neanche alla pace. Quindi cristiani solo di parola”. Al termine della Santa Messa, il grazie sentito agli astigiani per l’accoglienza.

L’impegno della Protezione civile

Il sistema di Protezione civile del Piemonte ha messo a disposizione 400 volontari, quattro funzionari e un ufficio mobile sotto il coordinamento della Questura di Asti e della Gendarmeria vaticana.

Per permettere le comunicazioni tra gli operatori sul percorso e la sala operativa sono state attivate due maglie del sistema radio regionale Emercom.net

“La venuta del Santo Padre è stato un evento straordinario che ha messo in campo tantissime energie e ha coinvolto moltissimi volontari – ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – Un grazie particolare va anche a loro, che insieme a tutte le associazioni e alla pubblica sicurezza hanno dato un supporto fondamentale per rendere possibile questo momento e donarci una grande emozione”.

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