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Il Cinema Vekkio lancia un allarme: «Siamo ormai chiusi da un anno, ma la politica ci ignora»

Al momento non si vedono spiragli che consentano la ripresa delle attività sociali e di autofinanziamento

CORNELIANO D’ALBA– «Siamo consapevoli che l’emergenza epidemiologica non è terminata e che la salute è un bene primario, ma a marzo sarà un anno che le attività ricreative, culturali e di socialità sono sospese o fortemente limitate e rischiamo di perdere per sempre una fetta importante del patrimionio associativo del Paese». Con queste parole Giorgio Crana, presidente del circolo Arci Cinema Vekkio, spiega le grandi difficoltà che sta vivendo il centro culturale cornelianese, che opera ormai dal 1998 e rischia, come tante altre strutture la chiusura definitiva. «Qualche piccolo segnale è arrivato, la proroga di alcune scadenze, l’inserimento di un fondo straordinario per il Terzo Settore. Nel frattempo abbiamo chiesto di poter fare, in sicurezza, almeno alcune delle nostre attività sociali e di autofinanziamento, ma su questo – stante l’andamento dell’epidemia – non c’è ad oggi nessuno ascolto, nessuno spiraglio. Solo in subordine abbiamo chiesto di superare questa situazione incomprensibile, che il Forum Nazionale Terzo Settore ha ben sintetizzato con il titolo “Bar aperti e circoli chiusi: una discriminazione irragionevole e che non aiuta il Paese”». Siamo ancora in attesa di risposte e dell’esito di un emendamento al decreto “mille proroghe” che potrebbe in qualche modo mitigare il problema».

Redazione Corriere

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