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    “Il bando per l’uso efficiente dell’acqua nelle aziende agricole è un’occasione da sfruttare”

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    La Regione ha aperto il primo bando dello Sviluppo Rurale 2023-2027 del Piemonte riguardante gli interventi mirati all’uso efficiente e sostenibile delle risorse idriche da parte delle aziende agricole. Per il 2023, ci sono a disposizione 5.500.000 euro. Il termine per la presentazione delle domande scade il prossimo 31 ottobre. I canali possibili di investimento sono tre. Il primo (A): migliorare, rinnovare e ripristinare gli impianti esistenti. Lavori che, però, non comportino un aumento netto della superficie irrigata. Il secondo (B): creare, ampliare, migliorare, ristrutturare ed effettuare la manutenzione straordinaria dei bacini o di altre costruzioni di stoccaggio e di conservazione solo delle acque stagionali e piovane, comprese le opere di adduzione e distribuzione ma di pertinenza esclusivamente aziendale. Così da garantire la disponibilità della risorsa idrica anche nei periodi dell’anno nei quali è carente. Il terzo (C): utilizzare, attraverso la depurazione, le acque reflue come fonti di approvvigionamento idrico. L’obiettivo degli interventi è rendere più efficiente l’irrigazione e risparmiare sul consumo dell’acqua. Il sostegno viene erogato sotto forma di finanziamento in conto capitale, con una percentuale della spesa ammessa al contributo dell’80% per il primo percorso progettuale A e del 65% per gli altri due B e C.

     

    Cosa ne pensa Cia Cuneo della misura? Risponde il responsabile tecnico, Giovanni Cordero: “Visto l’imprevedibile andamento climatico, con la mancanza di risorse idriche degli ultimi anni, per le aziende agricole si tratta di una buona opportunità. Dare la possibilità di costruire o di migliorare le loro strutture di stoccaggio, significa aiutarle a tamponare la difficile situazione che stiamo vivendo. Anche perché i grandi invasi hanno bisogno di anni per essere realizzati”.

    L’intervento è fattibile in tutti i comparti? “No, perché ad esempio il cerealicolo ha bisogno di quantitativi di acqua ben superiori rispetto a un bacino di piccole dimensioni e comunque gli imprenditori del settore dovrebbero sostenere dei costi di gestione troppo elevati”.

    Invece, per le aziende frutticole od orticole? “Poter realizzare un contenitore dell’acqua adatto alle loro esigenze e, di conseguenza, programmare l’irrigazione delle colture, si tratta di un’ottima occasione da sfruttare”.

    Il bando presenta delle criticità?  “Quella maggiore riguarda il massimale di spesa di 350.000 euro per ogni intervento. Con una dotazione totale di 5 milioni e mezzo di euro il rischio è di vedere i fondi distribuiti a pochi progetti. Come Cia solleciteremo le aziende a partecipare. Riteniamo, però, che sarebbe utile permettere al maggior numero possibile di agricoltori di accedere ai contributi, così da avere maggiori ricadute positive sul territorio e promuovere un risparmio idrico diffuso. E anche per non dare false aspettative a quanti sono particolarmente sensibili al tema”.

     

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