Il 78% dei piemontesi beve acqua del rubinetto Gli albesi preferiscono l’acqua, trattata, delle casette

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Frizzante, naturale, fresca, a temperatura ambiente, più calcarea, meno calcarea, insomma acqua! Chi la beve acquistandola in bottiglia, chi la beve dal rubinetto di casa. Di certo, è il bene che accomuna le necessità di tutti. Da una recente ricerca (2018) di Open Mind Research, affidata dall’associazione Aqua Italia, emerge che, in Piemonte il 78% della popolazione ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non) negli ultimi 12 mesi, dato in calo di 2 punti percentuali rispetto al 2016. Tra tutti coloro che la bevono, il 47,9% dichiara di farlo sempre o quasi sempre. I motivi che spingono a berla sono semplici, ovvero la comodità (35,1%), seguita dal minor costo rispetto all’acqua in bottiglia (20,4%).

Nel 20,6% dei casi si rileva la presenza di almeno un sistema di affinaggio dell’acqua, dato in calo di 4,3 punti percentuali rispetto alla precedente indagine. Tra questi sistemi, l’8,8% è rappresentato da apparecchi con filtro per l’eliminazione del cloro e il 7,1% dalle caraffe filtranti. Nel 36,8% dei casi, gli intervistati del campione considerato hanno dichiarato di aver sottoscritto un abbonamento di manutenzione periodica.

Le cosiddette “casette dell’acqua” di Alba che tipo di accoglienza trovano da parte della popolazione? Al momento, sono in funzione i distributori nei quartieri Moretta, Mussotto, Piana Biglini e Centro Storico, affidati a tre diverse aziende, AlpiClima di Mondovì, PierH2O di Cuneo e Accadueo di Guarene.

Per quanto concerne la casetta di Piana Biglini, affidata a Pier H2O, inaugurata nel 2014, questa eroga 65mila litri, circa annui, pari ad una media di 175 litri al giorno con un costo di 0,2 centesimi per un litro di naturale e 0,4 centesimi per un litro di frizzante. Il risparmio di pet (bottiglie di plastica), valutando i dati aggiornati a giugno 2018, raggiunge i 5,945 kg. Risparmio, grazie al quale si è determinata una minor produzione in atmosfera di idrocarburi, ossidi di zolfo, monossido di carbonio e anidride carbonica.

La casetta, o fontana pubblica di corso Piave, in gestione alla ditta AlpiClima, da maggio 2011 a dicembre 2018, ha distribuito ai consumatori albesi 2.577.000 litri di cui 1.474.000 di naturale e 1.103.000 di gasata con un consumo medio giornaliero di 922,00 litri. Secondo le stime dell’azienda, in tal modo sono state risparmiate 1.718.000 bottiglie da 1,5 litri. La casetta del centro, piazza Prunotto, sempre affidata ad AlpiClima, nel medesimo periodo, ha erogato 523.000 di cui 261.000 di naturale e 262.000 di gasata per un consumo medio giornaliero pari a 296,32. Anche in tal caso, il risparmio di bottiglie da 1,5 litri è importante: 348.666,67. I prezzi di riferimento, di tutti i distributori, per la vendita al pubblico, presenti sul sito del Comune, sono di 0,2 centesimi al litro per la naturale e 0,4 al litro per la frizzante.

 

La Accadueo si occupa, ad Alba, delle casette di corso Langhe e Mussotto che erogano rispettivamente 9mila e 7mila litri annui. L’Amministrazione locale, incentivando l’uso delle fontane pubbliche, tende, dunque al contenimento della spesa rispetto a quella per l’acquisto dell’acqua in bottiglia, nonché al vantaggio ecologico con l’azzeramento della necessità di smaltimento delle bottiglie in plastica. L’acqua delle casette risulta sicura e soggetta a costanti controlli per il rispetto dei parametri richiesti dalla normativa in materia.  Nel complesso, ritornando alla ricerca di cui sopra, i piemontesi bevono acqua, trattata del rubinetto, anche fuori dalle proprie abitazioni. Il 21,7% la beve negli esercizi commerciali (dato in crescita di 1,7 punti percentuali dal 2016) e il 54,2% la berrebbe se gliela offrissero. Si è anche chiesto quanti conoscano il servizio offerto dai chioschi o casette dell’acqua che mette a disposizione dei cittadini acqua potabile trattata o non trattata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica. La usa o userebbe il 37,5% degli intervistati e il 77,7% è informato sull’eventuale adesione del proprio comune di residenza al servizio: nel 67,1% dei casi il Comune aderisce all’iniziativa. Considerevole l’attenzione verso i residenti in Piemonte nei confronti della presenza di sostanze contaminanti nell’acqua del rubinetto. Il 61,7% risulta preoccupato da tale possibilità mentre il 7% si è dichiarato non preoccupato.

Monica Genovese