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“Icardi, il Piemonte più vicino ai cittadini: radiologia e servizi specialistici direttamente al domicilio”

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“Il domicilio è il primo luogo di cura” è la frase iniziale del Decreto Ministeriale  77/2022 che, dopo la pandemia da Covid 19, ha riscritto l’organizzazione dei servizi sanitari per i cittadini attraverso la promozione della sanità territoriale” commenta il Presidente della Commissione Sanità, il Consigliere regionale Luigi Genesio Icardi, al termine della seduta odierna della  Commissione. All’ordine del giorno dell’audizione, la Radiologia domiciliare con il Direttore Generale dell’ASL TO3, dott. Giovanni La Valle, il Direttore della SC  Radiologia dell’Ospedale di Rivoli, dott. Marco Busso e il Coordinatore del Dipartimento dei Servizi Diagnostici dell’ASL TO3, dott. Marco Grosso. L’assistenza diagnostica e specialistica domiciliare consiste nell’effetuazione al domicilio del paziente di indagini diagnostiche di semplice esecuzione e di basso contenuto tecnologico a sostegno di percorsi di de-ospedalizzazione. In particolare, trattasi di programmi di radiologia domiciliare e delle attività di svariate reti specialistiche che compiono anche interventi domiciliari di diagnosi e cura come le cure palliative e la terapia del dolore. “Il Piemonte – prosegue Icardi – ha un’esperienza ricca e significativa a partire dal 2007 grazie alla competenza, alla passione e allo spirito di sacrificio dei nostri operatori della sanità. Più che mai, tuttavia, la Radiologia domiciliare necessita di essere al centro delle politiche regionali per il bene dei pazienti che non possono essere trasportati. Per rendere più abitabili i comuni delle aree montuose della nostra regione, inoltre, è fondamentale potenziare questi servizi sanitari innovativi, efficaci, affidabili e dai costi contenuti. Puntare sulla Radiologia domiciliare significa rispondere in modo concreto ed efficace alle necessità dei pazienti più fragili e delle loro famiglie, contribuendo in modo significativo a diminuire i rischi connessi alla movimentazione dei malati soprattutto nei territori più svantaggiati”.

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