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I ragazzi della Scuola primaria di Feisoglio catturano “Il Marino” per il Museo della Bora

I ragazzi della scuola primaria di Feisoglio hanno “catturato” il vento Marino per donarlo al museo della Bora di Trieste. Questo vento dolce e avvolgente che arriva dal mare, profumato e un tempo fondamentale per la macinatura nei mulini, è diventato uno degli elementi della ricerca “Un paese e…”, progetto promosso dall’istituto comprensivo “Bossolasco –Murazzano” e attuato dalle insegnanti Milva Cirio e Mariella Reggio in collaborazione con l’architetto Donatella Murtas che si occupa di iniziative sulla valorizzazione del paesaggio. Durante sei incontri e visite all’aperto, gli alunni hanno preso in esame le tipicità di Feisoglio come antichi portali, chiese, il belvedere, gli ex lavatoi, i tetti in pietra, i ruderi del castello e anche il vento che in quei giorni scompigliava loro i capelli. Quindi, lo hanno “catturato” e racchiuso in un barattolo. Su suggerimento dell’architetto Murtas, poi, hanno contattato il Museo della Bora e del Vento a Trieste chiedendo se fosse possibile inserirlo nel catalogo. Risposta affermativa. Il barattolo è stato spedito e recapitato al museo, uno spazio curioso dove si può sentire come “parla e vive” il vento. Il barattolo del Marino raccolto dai bambini di Feisoglio, d’ora in poi, farà parte dell’Archivio dei venti del mondo, una bizzarra raccolta di 250 venti in scatola, e loro diventeranno “ambasciatori eolici”. Il curatore del museo Rino Lombardi, poi, invierà alla scuola un diploma in segno di ringraziamento. «Noi, si sa, raccogliamo venti di pace. Il Marino sta per arrivarci da Feisoglio, un bellissimo paesino delle Langhe – commenta Lombardi –. Non vediamo l’ora di mostrarlo ai visitatori: diremo loro che questi bambini hanno interpretato bene lo scopo delle nostre iniziative, perché la fantasia aiuta a vivere meglio. La nostra filosofia è quella di vedere “il bicchiere mezzo pieno” perciò diamo spazio all’immaginazione». «Il nostro è un piccolo museo che sogna di crescere – continua Lombardi –. Il vento di Trieste, la Bora, qui è una celebrità. Ma il fatto di far conoscere nuovi venti è come far incontrare le persone provenienti da posti diversi. Appena sarà possibile inviteremo i ragazzi delle elementari di Feisoglio a venirci a trovare di persona». Aggiunge Donatella Murtas: «Le eccellenze di un determinato luogo non sono solo date, elementi architettonici come chiese o strade, ma anche un patrimonio locale che si può legare alla creatività, come appunto un vento. Un aspetto inusuale che si può sviluppare ed esplorare con occhi curiosi e attenti. Si tratta di imparare a cogliere ed a osservare le opportunità, anche stagionali».

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