I medici in pensione tornano al lavoro

Le ASL li potranno utilizzare per coprire urgenze e carenze di organico negli ospedali

Le aziende sanitarie piemontesi avranno la possibilità di utilizzare, in via straordinaria, medici già in pensione per garantire l’erogazione dei servizi negli ospedali e nelle strutture della sanità regionale. Il provvedimento, consentirà alle aziende sanitarie di stipulare contratti di lavoro autonomo con medici già in pensione e con un’età massima di 70 anni, ma soltanto nel caso in cui siano già state effettuate senza successo tutte le altre forme di ricerca di personale (concorsi, mobilità, ricorso a personale esterno) e solo in situazioni di criticità, qualora la carenza di dipendenti mettesse a rischio l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. La delibera è stata approvata lunedì 6 maggio dalla Giunta regionale. L’assessore regionale alla Sanità sottolinea come si tratti di uno strumento di urgenza in attesa che il Governo formuli una vera proposta per affrontare l’emergenza causata dalla carenza di specialisti negli os­pedali del sistema sanitario: la priorità della Regione è di assumere giovani medici, ma al momento occorre scongiurare ogni possibile rischio di chiusura di reparti per mancanza di personale medico. Nel frattempo prosegue però il piano assunzioni approvato lo scorso anno dalla Giunta regionale per il personale della sanità piemontese, che andrà avanti fino alla fine del 2020 e prevede 1.400 assunzioni aggiuntive con un investimento complessivo di 59 milioni di euro. Dal dicembre 2017 ad oggi il numero dei dipendenti a tempo indeterminato del servizio sanitario regionale è aumentato di 397 unità: sono 54.194 contro i 53.797 di fine 2017.

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