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I braidesi e il gioco d’azzardo: un affare da 32 milioni l’anno

Secondo gli ultimi dati disponibili, quelli relativi al 2017, in un anno i braidesi hanno speso 32 milioni e 160mila euro in giochi di scommesse legali, gestiti dallo Stato, e nelle slot machine. Con 1.084 euro pro-capite la nostra città si colloca al posto 1.626 su 7.954 comuni italiani nella classifica generale che suddivide l’ammontare delle giocate tra l’intera popolazione. Nelle casse dell’Erario dai giochi venduti a Bra sono entrati 3,98 milioni; in quelle di esercenti, gestori e concessionari 3,16 milioni. Tutti questi numeri sono stati pubblicati la settimana scorsa insieme alla “mappa dell’azzardo” nazionale trac­­ciata dal quotidiano “La Repubblica”.

Se consideriamo che sotto la Zizzola vivono meno di 30mila persone e che il reddito medio supera appena i 20.400 euro; se aggiungiamo che il bilancio previsionale 2019 del Comune pareggia a 47 milioni e 495mila euro e quello 2018 dell’Asl Cn 2, la più importante azienda pubblica sul territorio di Langhe e Roero, attorno ai 328 milioni, comprendiamo ancora meglio l’enormità del fenomeno dell’azzardo. Per tanti una sorta di droga con inquietanti risvolti sociali.

TAVOLO LUDOPATIE

L’Amministrazione civica oltre a imporre una serie di limitazioni spazio-temporali agli esercizi che ospitano le “macchinette”, nel 2016 aveva aperto un Tavolo di lavoro sulle ludopatie, le dipendenze da gioco. Una piaga rispetto alla quale si proponeva d’agire aggiornando i regolamenti con l’imposizione di altri paletti, mo­nitorandone gli effetti e pren­dendo iniziative per prevenire e curare le patologie da gioco. Abbiamo chiesto alla consigliera delegata Marina Isu (Pd) un aggiornamento della situazione.

Ci ha detto Isu: «La mappatura dei luoghi sensibili e le riduzioni degli orari d’accensione delle slot, che noi a Bra avevamo anticipato rispetto alla legge regionale, stanno funzionando. Le giocate in Piemonte sono calate in controtendenza sul resto del Paese, non c’è stato il temuto travaso sui siti on line e il fenomeno dei “malati di azzardo”, pur rimanendo ancora troppo numeroso, si è ridotto. Come Comune lavoriamo insieme all’Asl al progetto “Punta su di te” finanziato dalla Fondazione Crc. Mettiamo in risalto i locali pubblici che rifiutano le slot preferendo altri giochi invece di “usare” i loro avventori. Facciamo informazione e cerchiamo di soccorrere anche i congiunti di chi è vittima dell’azzardo compulsivo. Perché alle difficoltà economiche inevitabilmente si assommano quelle psicologiche e relazionali.Ne va di mezzo la vita di intere famiglie che spesso tendono a nascondersi e chie­dono aiuto solo quando non ce la fanno più».

I dati delle altre città della Granda 

Bra è in buona compagnia quanto a spese milionarie in lotterie, gratta e vinci e slot machine. Ad Alba, che ha una popolazione solo di poco superiore a quella braidese, nel 2017 sono stati spesi in giocate d’azzardo 83,19 milioni di euro. A Fossano 18,50 milioni. A Savigliano 23,30. A Saluzzo 26,84. A Mondovì 26,38. A Ceva 6,77. A Cuneo si è toccata quota 92,64 milioni.

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