Ha patteggiato l’ex assessore che lucrava sui migranti

Già insegnante alla Primaria “Ornato” e assessore in Comune a Caramagna Piemonte, ha patteggiato una pena di 3 anni di reclusione Antonella Tavella, classe 1974, originaria di Sommariva del Bosco arrestata e messa ai domiciliari lo scorso gennaio per lo scandalo delle false attestazioni all’ufficio Immigrazione della Questura di Cuneo. La donna, che era  collaboratrice del Centro istruzione adulti di Alba, a insaputa e in danno dello stesso offriva ad extracomunitari la possibilità di acquistare uno dei titoli necessari a ottenere il permesso di soggiorno a scadenza illimitata nel nostro Paese: una sorta di “diploma” sulla conoscenza da parte dell’immigrato della nostra lingua.

L’indagine era partita circa a metà 2016 quando un indiano, che faticava a farsi capire in italiano dagli addetti allo sportello cuneese, s’era presentato in Questura per farsi rilasciare il permesso di cui sopra. Aveva fornito un attestato rilasciato dal Cpia di Alba. Ai poliziotti insospettiti l’uomo, che si era portato un amico per fargli da interprete, confessò di non aver frequentato il Centro ma di aver pagato 500 euro per il certificato suo e della moglie. Denaro andato alla Tavella che l’inchiesta svelò aveva intrattenuto molteplici contatti con stranieri ai quali, insieme con altri due indiani e un italiano torinese pure loro denunciati, pubblicizzava la possibilità di questa “scorciatoia”: niente lezioni e studi, basta pagare, contanti o versamenti Poste Pay, e il gioco è fatto. Al Cpia, infatti, erano gli stessi insegnanti collaboratori che facevano svolgere gli esami e attestavano i loro risultati. Il “giro d’affari” della docente infedele avrebbe coinvolto oltre 110 persone individuate dalla Polizia, soprattutto indiani e cinesi.

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