Non ci sarà rito abbreviato per Mario Roggero, il gioielliere albese accusato di doppio omicidio volontario, tentato omicidio e porto illegale di arma. Questa mattina ad Asti il suo collegio difensivo ha revocato la richiesta presentata ormai quasi un mese fa, all’udienza filtro del processo per i fatti del 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour. Reagendo a una rapina Roggero, 68 anni, aveva sparato a tre rapinatori uccidendone due; un terzo, ferito, era riuscito a fuggire.
Oggi gli avvocati del gioielliere, il milanese Mario Bolognesi di Milano e i braidesi Nicola Fava e Piergiuseppe Fissore, hanno revocato la loro stessa istanza di giugno. Motivo: «Secondo noi non vi erano garanzie di rispetto del diritto della difesa» – riferisce al “Corriere” Fava.
E’ stato detto qualcosa sulla perizia psichiatrica presentata da voi sempre a giugno, in cui il gesto di Roggero veniva spiegato con la particolare situazione di stress (ri)vissuta dal commerciante, già vittima con moglie e figlia di un altro violento assalto nel 2015? «Non è stato detto nulla. L’udienza è stata molto tecnica e si è conclusa con un altro rinvio al 30 settembre prossimo» per l’inizio del dibattimento.
I legali del gioielliere metteranno a punto la strategia da seguire in aula. Il rito abbrevviato avrebbe assicurato all’imputato lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna: rischia 30 anni. L’altro tentativo di arrivare al riconoscimento di attenuanti era stato fatto dal precedente collegio difensivo di Roggero, con una proposta di risarcimento economico respinta dalle controparti. Sono 14 le parti civili costituite. Si tratta dei parenti degli scomparsi Andrea Spinelli, 44 anni di Bra, e Giuseppe Mazzarino, 58, torinese, oltre al sopravvissuto 34enne albese Alessandro Modica, attualmente in carcere dopo aver patteggiato 4 anni e 10 mesi.










