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Grave carenza di medici di base in montagna: servono almeno cento professionisti in 550 Comuni

Servono almeno cento medici di base nei 550 Comuni montani del Piemonte. Questo il dato da cui parte l’interrogazione che il consigliere dei Moderati Silvio Magliano ha rivolto in aula alla giunta Cirio, nell’ambito dei question time, con cui ha chiesto in che modo la Regione intenda sostenere e incentivare i medici di medicina generale a lavorare nelle zone montane al fine di trovare soluzioni a una carenza che penalizza tante famiglie che risiedono nelle valli alpine.

I medici di base in servizio in Piemonte nel 2019 erano 3.109 attualmente sono 3.057, un rapporto di circa 1 medico ogni 1.350 abitanti, ma in montagna le carenze sono maggiori. Tra il 2017 e il 2022 sono andati in pensione circa 900 medici di base: si stima che altri 1.700 lasceranno tra il 2023 e il 2032.

“Ad aprile 2022 la Regione ha pubblicato le zone carenti di assistenza primaria e lo scorso 20 settembre ha concluso il procedimento di assegnazione – ha risposto con una nota l’assessore Luigi Icardi,  letta dal collega Matteo Marnati – Il 3 ottobre, abbiamo emanato un nuovo provvedimento che consente ad altre due tipologie di candidati di concorrere per tutte le zone carenti non assegnate”. L’assessore ha poi aggiunto che “qualora non dovessero essere nuovamente affidate le sedi, la Regione pubblicherà un ulteriore provvedimento per consentire agli iscritti al corso di formazione di medicina generale di diventare medici di base. Tra le misure adottate a livello regionale per fronteggiare la carenza di medici di medicina generale, il recepimento dell’accordo integrativo del 2021 tra Regione Piemonte e le OOSS di Medici di Medicina Generale, con cui si consente ai medici, per un tempo determinato di 6mesi rinnovabili per tre volte, di coprire un maggior numero di pazienti, passando dai 1500 pazienti stabiliti a livello nazionale ad un tetto massimo di 1800”.

“Dalla giunta ci saremmo aspettati più coraggio e la volontà di impiegare risorse, siamo infatti disponibili a votare emendamenti a bilancio in questo senso. È ora che la Regione faccia delle scelte concrete – puntualizza Magliano – magari offendo delle agevolazioni ai medici che, pur sapendo di dover affrontare situazioni disagevoli, scelgono di andare a prestare servizio nelle vallate alpine, solo garantendo servizi all’altezza eviteremo lo spopolamento di valli e montagne”.

Durante i question time è stata data risposta anche alle interrogazioni di  Sarah Disabato (M5S) su La Regione Piemonte applichi la DCR n. 300-27935 per rendere gratuiti i contraccettivi; di Domenico Rossi (Pd) su Come potenziare la SCDU di Medicina Fisica e Riabilitativa di Novara; di Diego Sarno (Pd) su Previsione dell’impiego di terapisti occupazionali nel personale sanitario delle ASL piemontesi, in vista della definizione del fabbisogno regionale; di Raffaele Gallo (Pd) su Chiarimenti in merito all’iter progettuale delle Case della Comunità la cui realizzazione sarebbe legata a finanziamenti esterni al PNRR; di Marco Grimaldi (Luv) su Passaggio del personale del trasporto ferroviario della Torino-Ceres; di Francesca Frediani (M4O) su Transito mezzi rifiuti speciali area tra Salbertrand e San Didero.

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