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    Gli insulti dei leoni da tastiera

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    Si può odiare una bambina malata di tumore? Evidentemente sì. Mi ha davvero colpito, ciò che è successo a Asia, una ragazzina di Sala Consilina, in provincia di Salerno. Una diagnosi nefasta è stata affrontata con tenacia ed anche con coraggio.

    Lei, che è costretta a passare in ospedale molto tempo, per sottoporsi a cure durissime, per “ammazzare” il tempo ha scelto di entrare nel mondo social. Una sorta di passatempo il suo, che avrebbe dovuto darle la possibilità di svagarsi e di pensare ad altro, che non fosse strettamente la sua malattia.

    Purtroppo, nel regno dei leoni da tastiera, è diventata bersaglio degli haters. La sua colpa? Quella di raccontare la sua malattia agli altri, sperando di trovare compagnia e conforto. Contrariamente a quanto sperasse, a fianco degli incoraggiamenti sono iniziati a fioccare, insulti drammaticamente cattivi, crudeli e carichi di rabbia nei suoi confronti. Ciò che è peggio, molti questi erano coperti dall’anonimato. Impossibile entrare nel cervello di queste persone, perché davvero non si capisce dove stia il problema. Potremmo definirli dei frustrati, ma io mi spingerei oltre chiamandoli con il loro nome “decerebrati”.

    Solo uomini senza cervello possono augurare le peggio cose ad una bambina, che deve combattere una doppia battaglia: quella contro il tumore di Wilms, che ha distrutto un suo rene, e quella contro il suo stato d’animo, che peggiora ogni volta che sulla messaggeria riceve nuovi insulti. Per fortuna ci hanno pensato persone comuni e di buon cuore a restituire il sorriso a lei e alla sua famiglia, che nemmeno per un attimo hanno pensato di vendicarsi, magari restituendo ai mittenti tanta crudeltà.

    Tra di esse, sono arrivati i messaggi di due volti noti: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e la presentatrice Mediaset, Maria De Filippi. Ad Asia è bastato pensare positivo, per dimenticare tanta bruttezza. In fondo è una bambina che pensa a guarire e guarda al futuro. Io penso, tuttavia, che almeno in questi casi dovrebbero intervenire denunce alla Polizia Postale, che scovando i colpevoli, potrebbero punirli in modo esemplare, facendo capire loro l’insensatezza di certi comportamenti.

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